domenica 18 febbraio 2018

Il sultano ordina. Zenki esegue.

AKA: Shaykh Ibrahim Muhammad Salih al-Banna 
AKA: Ibrahim Muhammad Salih al-Banna 
AKA: Ibrahim Muhamad Salih al-Banna 
AKA: Abu Ayman al-Masri 
Nationality: Egyptian DOB: 1965

All'orizzonte c'è la "solita" guerra tra fazioni.
L'omicidio di Abu Ayman Al Masri (Allah ne abbia misericordia) è in realtà l'ennesima prova di come in Siria si stiano combattendo diverse guerre anche legate al passato.
L'agenzia stampa di Hayat Tahrir al Sham ha rilasciato poche note biografiche del comandante ucciso nei pressi di Aleppo mentre era in macchina con la moglie rimasta ferita gravemente. Biografia che, assieme alle immagini, potrebbe corrispondere alla figura di Shaykh Ibrahim Muhammad Salih al Banna. Ebaa news agency ne ha ricordato il passato in Afghanistan omettendo però i passaggi in Egitto e Yemen dove fu dato per morto attorno al 2010. Qualche giornale egiziano parla anche di una presenza in Libia.
Si tratta di uno dei padri fondatori di Al Qaeda specializzato in operazioni militari complesse.
Il fatto che, secondo fonti vicine ad Hayat Tahrir, abbia ricoperto diversi ruoli all'interno dell'organizzazione siriana (addestramento, gestione dei combattenti stranieri) confermerebbe che si trattava di uno degli hardliners. Quella degli spostamenti continui è una tattica che Al Julani usa per tenere a bada soggetti che danno fastidio, ma di cui non può liberarsi altrimenti scoppierebbe una guerra interna.
Pare poco probabile che, come dichiarato dal portavoce di Nour Edin Al Zenki, si sia trattato di un incidente causato dal buio e che i colpi sparati al check point siano partiti per eccesso di zelo.
Abu Ayman Al Masri è uno di quei personaggi sul quale lavorano da tempo le intelligence di mezzo mondo. In particolare quella americana. Come da copione i servizi turchi hanno probabilmente fornito i dati e Zenki ha portato a termine l'operazione.
La sua uccisione serve ad Al Julani per iniziare una piccola guerra che, oltre a regolare un po' di conti del passato, deve scongiurare una fusione tra Zenki e Ahrar al Sham che lo vedrebbe perdente assieme alla rivoluzione.
Per Erdogan si è trattato di uno dei tanti scambi di cortesia con Tillerson per negoziare la presenza turca in zona.
Gli Stati Uniti non hanno ancora confermato la notizia dell'uccisione.

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