domenica 25 febbraio 2018

Без неба

This was the first non-linear war. In the primitive wars of the nineteenth, twentieth, and other middle centuries, the fight was usually between two sides: two nations or two temporary alliances. But now, four coalitions collided, and it wasn’t two against two, or three against one. It was all against all.
And what coalitions they were! Not like the earlier ones. It was a rare state that entered the coalition intact. What happened was some provinces took one side, some took the other, and some individual city, or generation, or sex, or professional society of the same state - took a third side.
And then they could switch places, cross into any camp you like, sometimes during battle.
The goals of those in conflict were quite varied. Each had his own, so to speak:
....The simple-hearted commanders of the past strove for victory. Now they did not act so stupidly. That is, some, of course, still clung to the old habits and tried to exhume from the archives old slogans of the type: victory will be ours. It worked in some places, but basically, war was now understood as a process, more exactly, part of a process, its acute phase, but maybe not the most important. Натан Дубовицкий March 2014

Al contempo, appare ragionevole ipotizzare la crescita del trend delle minacce ibride. L’impiego di tali strumenti, pur non essendo un fenomeno nuovo, costituisce una realtà sempre più perniciosa, sofisticata e di difficile rilevazione. Gli attacchi di natura ibrida hanno infatti reso più labile la linea di demarcazione tra situazioni caratterizzate da assenza di ostilità e forme di conflittualità diffusa tra gli Stati. In questo, lo strumento cibernetico è destinato a divenire sempre di più un agevolatore di attività di influenza, realizzate attraverso la manipolazione e la diffusione mirata di informazioni preventivamente acquisite attraverso manovre intrusive nel cyber-spazio, così da orientare le opinioni pubbliche, fomentare le tensioni socio-economiche, accrescere l’instabilità politica dei Paesi dell’area occidentale, all’atto dell’adozione di decisioni strategiche, ritenute dall’attore ostile sfavorevoli ai propri interessi. Relazione 2017

"we have good relations both with political parties and with Italian secret services, with which we have discussed cooperating in digital security." Ansa Gennaio 2018

In pochi abbiamo creduto alla "smentita" fatta dai direttori di Aisi e Aise dinanzi al Copasir.
Non tanto perchè in Italia si crede che Putin sia il cattivo della situazione o almeno migliore di noi. Semplicemente perchè in pochi si fidano del governo di cui i servizi segreti sono una emanazione.

Vi dovete fidare perchè lo dico io.

Questo è il messaggio del presidente russo.
La sintesi del pensiero che poi Surkov plasma in un modello da mettere in pratica.
Il ritorno ai metodi da guerra fredda è la logica conseguenza. E funziona.
Ha terrorizzato il parlamentare del Copasir che metteva in guardia rispetto all'information sharing sacrificata alle sanzioni. Funziona anche per il pubblico di Sputnik e Al Masdar.
Tutti sono consapevoli che molti di quei giornalisti esistono solo come profili Twitter.
Ma danno le notizie che ci si aspetta da loro.
Lo scopo delle campagne d'influenza russe non è tanto dimostrare che il sistema di valori russo, dal quale originano anche il sistema politico-economico e l'impianto sociale, è migliore del nostro. Piuttosto che il nostro sistema di vita è debole e fallace a prescindere.
Da questa crisi identitaria che mette innanzitutto in discussione i nostri principi, e nel lungo termine determina un forte sentimento anti-stato, nasce la frammentazione che rafforza Putin.
Essa è progressiva nella misura in cui il nostro sistema democratico lo consente.
Noi non possiamo contrastarlo nello stesso modo, perchè il regime autoritario russo limita la libertà di espressione.
E' normale che vi sia un certo grado di collaborazione tra servizi segreti russi e italiani anche in materia di cyber. Ma la frammentazione sulla quale lavorano giorno e notte i troll russi fa sì che questa interazione nel contesto venga percepita con diffidenza.
Se Putin ne parla come se si trattasse di normale routine che non porta danno a nessuno, allora l'italiano medio gli crede.
C'è anche un pizzico di sadismo in questa sua tecnica.
Un po' come quella volta che fece sfilare Konnie davanti alla Merkel.
Finchè non rafforziamo il nostro sistema, a prescindere e indipendentemente dalle interferenze russe, le parole del generale Manenti e del generale Parente avranno sempre bisogno della conferma di Putin, o anche di quella di Bortnikov, per essere credute.

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