Il caso delle casse di vino ottenute dai carabinieri era già noto, ma la descrizione fatta dal procuratore Luca Tescaroli stavolta è precisa. Da parte dell’ex comandante Turini è infatti emerso «l’utilizzo di auto di servizio per esigenze dei propri familiari, per incontrare imprenditori cinesi fuori dalle esigenze di servizio, raccogliere regalie da parte di titolari di aziende vinicole, nonché la predisposizione di atti falsi».Corriere fiorentino Marzo 2025
del primo semestre 2005 evidenziavano, tra l’altro, come un segnale di evoluzione della criminalità
cinese in Italia poteva cogliersi «dalla sensibile estensione degli ambiti di intervento realizzatasi secondo un percorso che, imperniato sulla
gestione dell’immigrazione clandestina di connazionali e sullo sviluppo
di attività correlate (traffico di donne da avviare alla prostituzione con
la lucrosa gestione dei centri di massaggi, tipica attività di copertura,
sfruttamento del lavoro illegale, falsificazione di documenti), ha favorito la penetrazione nel territorio e l’acquisizione di spazi crescenti nei
settori commerciali e imprenditoriali». Irpet Criminalità organizzata 2025 Toscana
A metà degli anni ottanta nella Questura di Bologna si sorrideva amaramente del modo in cui aggiravano le procedure per ottenere i visti. Utilizzavano i passaporti dei deceduti in Italia per farne entrare altri.
I governi negli anni successivi sottovalutarono e anche ignorarono le indicazioni di intelligence e Digos perché vedevano nella parte sana delle attività cinesi una opportunità per l' imprenditoria italiana.
In silenzio la comunità cinese mise radici in tutto il territorio italiano intrecciando relazioni e sviluppando rivalità con realtà criminali di vario tipo .
La Toscana e Prato rappresentano un caso limite. Ma non sono una eccezione.
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