venerdì 22 settembre 2023

Four eyes plus one

Il partito del primo ministro indiano è abituato a rispondere alle provocazioni di personaggi come Rahul Gandhi. Solitamente gli attribuisce frequentazioni ambigue come quelle con parlamentari europei, anche di nazionalità italiana, che la stampa di governo definisce assetti dell'ISI.
Da anni gli indiani cercano di costruire un caso Qatar. Per il momento è bastato fare un po' di rumore per innervosire l'opposizione.

L'uscita di Trudeau ha fatto saltare gli schemi.

Ha innervosito Modi e anche gli alleati.

L'intelligence canadese, ancora ferita dalle accuse in merito al passaggio di Shamima Begum in Siria, non ci ha fatto una bella figura.

Se gli elementi forniti a Trudeau sono tanto credibili, perché le agenzie canadesi non sono state in grado di impedire l'uccisione di Hardeep Singh Nijjar? 

L'impressione è che dietro alle dichiarazioni del primo ministro canadese ci sia la consapevolezza del bagno di sangue che potrebbe portare Modi alla vittoria con il dossier Khalistan. Il che lo renderebbe interlocutore ostico.

Chi vuole fare affari con l'India per liberarsi della Cina, non vuole di certo avere a che fare con un altro Putin.

Questo è il messaggio per Modi, da parte di chi ha imbeccato il giovane Justin.


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