la quale dovrà prevedere una serie di necessarie e amplificate attribuzioni, che per forza di cose dovranno essere in capo al DIS (Dipartimento per la Sicurezza), cioè l’organo che dirige il coordinamento delle due attuali Agenzie. Ovviamente , parliamo dell’AISI per la tematica interna, e dell’AISE per quella estera e di controspionaggio, aggiungendo la cyber-security e quella finanziaria, oggi, quest’ ultima a sua volta in inspiegabile -o in virtù di un abuso?- pertinenza della DNA, con gli effetti che vediamo e che stigmatizziamo, per di più avendo tutte le ragioni del mondo).
Magari il clamore mediatico attorno alla vicenda può tornare utile al sottosegretario per accelerare i tempi della riforma.
Al netto di capacità e virtù della superiora, che le riconosciamo pur non potendo vantare conoscenza diretta e addirittura amicizia consolidata, semplicemente ci si potrebbe interrogare non tanto sulla questione dell'amplificazione. Ma sulla restrizione dei poteri attribuiti alle due agenzie che ne conseguirebbe. Tra questi l'interlocuzione diretta con il sottosegretario.
E' un dubbio che interviene anche a sua tutela. Secondo lo schema a lei attribuito dalla stampa negli ultimi mesi, la direttrice si ritroverebbe ad avere maggiori responsabilità. Che di questi tempi, e con questo governo, non è proprio una fortuna.
Nessun commento:
Posta un commento