Può sembrare, da quello che scrivo, che io abbia una specie di predilezione o anche ossessione per i cattivi.
No.
Semplicemente cerco di andare oltre. Che è la cosa che pochi, tra quelli che mi conoscono, fanno con me.
Dove per oltre s'intende non giustificare, ma comprendere nel contesto.
Dalla comprensione può nascere un migliore utilizzo di cose e persone.
Per questo motivo ho percepito una nota polemica nel riferimento fatto dal direttore a proposito del ruolo delle agenzie inglese e americana nel conflitto ucraino. Al di là della differenze tra sistemi e governi, è difficile pensare un utilizzo diverso del lavoro d'intelligence (fatto anche di pressioni) quando il bacino di reclutamento è costituito principalmente da militari e investigatori. Tutta gente di prima scelta. Ma che non riesce ad andare oltre logica e dinamica militari appunto.
Ora io non dico che Nicola Calipari sia da mettere nella lista dei cattivi. Però l'idea che mi sono fatta dai racconti di chi lo conosceva, è che non fosse una persona facile da gestire.
Il che lo reso interessante ai miei occhi. In un certo senso anche simpatico.
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