Si tratta anche di una mossa che allontana definitivamente l'idea del bacino di reclutamento al di fuori di forze dell'ordine ed esercito. E di figli e parenti.
Fu un timido tentativo (una specie di photo-op ad uso e consumo della stampa) di minnitiana memoria.
Dall'ennesima telenovela sulle nomine, esce rafforzato l'asse Caravelli-Belloni nato ai tempi del governo Draghi. Il prefetto Gabrielli può dare indicazioni precise al sottosegretario Mantovano.
E' ormai prassi consolidata che l'ultimo arrivato non resista alla narrazione della continuità. Giorgia Meloni non fa eccezione. Bene ha fatto a seguire il manuale.
Da lei ci si aspetta adesso rigore, e soprattutto serietà, sulla vicenda Donzelli-Delmastro. Il presidente del consiglio non può permettersi ambiguità.
Riusciranno la Sandy e il Danny Zucco delle spie italiane, a sostenere con il loro asse una politica estera finora deludente nonostante un ministro del calibro di Tajani? Che tra l'altro può contare su un altro abruzzese tenace. Il generale Toschi.
Trovo singolare che ci si scandalizzi perché in Parlamento si è discusso di documenti non coperti da segreto, mentre da anni conversazioni private - queste sì da non divulgare - divengono spesso di pubblico dominio.
governo.it
Ovviamente lo scandalo non era la discussione ma l'obiettivo e il modo di utilizzare quei documenti.
A proposito di delusioni. Non riesce a tenere separati i piani del proprio ruolo.
Capo di governo. Capo di partito.
Servizio al Paese. Ricerca di consenso.
O forse non riesce ad imporsi in egual misura nei ruoli.
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