Non è possibile che nella nostra città, che vive di di socialità e di rapporti umani, accada un episodio che sa di esecuzione mafiosa, di regolamento di conti. Occorre che lo Stato, con i suoi organi centrali e periferici, dia una risposta chiara, immediata e forte ai cittadini, per assicurare alla giustizia l'omicida in tempi brevi, per scoprire le motivazioni di un atto delittuoso le cui modalità sono estranee alla cultura dei pescaresi, per restituire ai cittadini la serenità oggi perduta. Poi ci sono gli stupidi e gli sciacalli, quelli che per motivi ideologici o per ignoranza non perdono occasione per attaccare il sindaco, pure di fronte a un atto delittuoso così efferato, come se Pescara fosse Gotham City e io fossi Batman, come se non si sapesse che la prevenzione e la repressione dei reati dipendono dalle Forze dell'Ordine, alle quali va tutto il mio sostegno. Gli inquirenti stanno facendo il loro lavoro, lasciamoli fare. Carlo Masci Facebook
Se uno si gioca spesso e volentieri la carta della sicurezza in campagna elettorale, poi deve accettare qualche critica.
Le risposte giungono comunque a danno subito.
Questo fatto non doveva proprio accadere.
Insomma capi di polizia, carabinieri e magistrati vengono a fare passerelle in Abruzzo per avvertire sulle nuove realtà criminali e al tempo stesso per rassicurare sulle misure di contrasto.
Poi ogni tanto ci scappa il morto.
C'è qualcosa che non va. A Roma però. Non dalle nostre parti.
Update dopo che
dopo che, martedì sera, un uomo dall’accento napoletano e con tatuaggi sul corpo, stando alle descrizioni fatte, si è presentato in ospedale per chiedere informazioni sulle condizioni di salute di Cavallito: voleva sapere se fosse ancora vivo. Oltre l’ingresso dell'ospedale non gli è stato consentito di andare. il centro
E nessuno lo ha fermato per interrogarlo?
Mi correggo. Anche da noi qualcosa non funziona. Però l'immaginetta di questore, procuratore e capo mobile fa il suo effetto.
La direzione centrale della polizia criminale che dice?
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