lunedì 15 agosto 2022

Les gens qui font rire


But other counterterrorism experts disagreed. One point of dispute involved claims in the intelligence summary that Al Qaeda had not reconstituted its threat network in Afghanistan and that al-Zawahri was the only major figure who sought to reestablish Al Qaeda’s presence in the country when he and his family settled in Kabul this year.
 nytimes

La fine di Al Zawahiri fu decretata quando i vertici locali dei gruppi africani e medio-orientali iniziarono a discutere tra loro dell'opportunità di staccarsi da Al Qaeda. In parte proprio perché le esigenze locali erano diverse dalle direttive della centrale. E anche perché in questo modo la gente avrebbe sentito i combattenti più vicini alle loro aspirazioni. 

Il funerale di Al Zawahiri fu celebrato nelle stanze di Telegram e attraverso i microfoni di Skype. Dalla Libia alla Siria i capi qaedisti discutevano di contesti locali e nuovi impulsi. Lo schiaffo pubblico venne dall'annuncio di Al Joulani. Già altri avevano adottato la risoluzione di un distacco soft.

Non dovrebbe esserci a breve un altro 9 11 perché da tempo non c'è più una centrale. E anche perché aggirare la macchina dell'antiterrorismo oggi non è cosa semplice. Che non vi sia una rete in (ri)costruzione non è comunque una buona notizia.

Il terrorismo cresce dove trova terreno fertile. La narrazione del Qatar sui nuovi talebani e sull'ala pragmatica di Al Shabaab è roba buona per i politici occidentali che non hanno ben chiaro il concetto di controllo del territorio. Cioè da quelle parti bisogna parlare con chi comanda.

Però il terrorismo è fatto di presenza sul territorio e di relazioni. I talebani rimangono terroristi finché  non fanno pulizia interna e intrattengono relazioni con Al Qaeda in qualsiasi forma .

In Afghanistan la presenza italiana è sempre stata significativa. Abbiamo un capo di AISE esperto del dossier. 

Bisogna trovare una soluzione migliore del compromesso che suggeriscono Qatar e Turchia.

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