Il metodo della crisis prevention avrebbe suggerito, ripetono nell’ambiente, che ad esempio Walter Biot andava pedinato più a lungo ai fini di ricostruirne la rete, anziché arrestarlo alla prima occasione e liquidare tutta la pratica in fretta e furia. Torchiaro il riformista
Risultava suggestiva, all'epoca dei fatti, l'immagine del prefetto Scarpis in vestaglia che apre la porta in lacrime e con la barba lunga.
E' stato scritto molto della vicenda dei messaggi (anche sul cellulare) e delle minacce di morte. Del difficile rapporto con alcuni (metà?) colleghi dell'AISE. Che tra l'altro dovrebbero ormai essere in pensione o quasi.
Quello che non si capisce è cosa ci si aspetta da un'audizione al Copasir. Se si tratta di un mezzo o di un obiettivo. Un atto di accusa alla gestione del controspionaggio o alla gestione in generale dell'intelligence. Una recriminazione per il licenziamento o prepensionamento. Sulla questione della scorta, c'è da sollevare qualche dubbio. Quella riservata alla famiglia pare di scarsa entità. Simile ad un terzo-quarto livello del tipo di quello delle auto blindate. Dal momento che parliamo comunque di una vicenda presa ampiamente in esame da ministero dell'interno (comitato provinciale e autorità delegata) e autorità giudiziaria. E di un funzionario che fa lezione all'università e rilascia interviste. Fa consulenze per film o docufilm. Così pare di aver capito dall'anticipazione sulla partita a scacchi a San Pietroburgo. Di uno che evidentemente il suo numero di cellulare lo dà a persone in settori d'interesse.
Il modo in cui questa vicenda viene presentata ai giornali, ricorda molto da vicino la questione della scorta di Saviano. Un funzionario di polizia, tra i più capaci ed esperti in Italia, venne messo alla gogna per avere semplicemente fatto il suo dovere. Diede il suo parere in base alle evidenze che lui e la sua squadra investigativa avevano raccolto. Parere che fu vagliato assieme ad altri.
Quella gogna non si deve ripetere. Un servitore dello stato deve rispondere alle leggi. E di sicuro il prefetto Gabrielli non si è mai sottratto a doveri e responsabilità.
Io non contesto il desiderio di giustizia del dottor Mancini. Vorrei solo capire qual è il suo gioco in questo frangente.
Addendum Sassuolo
Segnalo l'intervento del direttore del DIS (Video) al festival della giustizia penale.
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