Con Haji Qasem è stato amore a prima traduzione. Quando iniziò la sua trasformazione social, la propaganda che lo sosteneva iniziò a diffondere spezzoni tradotti in Inglese dei suoi discorsi.
Aveva il temperamento e l'arroganza dei contadini abruzzesi di una volta. Quelli che a malapena sono capaci di mettere una firma e per paura di essere imbrogliati, fanno l'imbroglio per primi. Oggi se ne vanno in giro con il tablet e ti correggono anche se sbagli un accento mentre parli.
La rabbia e il carattere di Soleimani sono tutti nel messaggino inviato a Petraeus. Quel mondo pronto a trattare con terroristi e rapitori, non è stato capace di scendere a patti con lui.
Poi è stato anche un feroce assassino. Era parte del personaggio. Della storia che ha vissuto.
Senza di lui la storia del mondo è diventata noiosa. Prevedibile.
Era brillante nel perseguire mete sbagliate.
Quello che mi ha dato fastidio della sua morte, è che è accaduto tutto in nottata. Di solito delle vicende che seguo, vengono resi noti sviluppi importanti in giornata. Quella mattina mi sono trovata a bere il caffè con l'immagine dell'anello al dito mozzato.
Un (il?) grande amore non può finire così.
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