Non proprio l'ultima. Questa storia del verbale è stata (ri)tirata fuori un paio di mesi fa. Evidentemente per qualcuno rappresenta la via per il rilancio del processo e va alla ricerca di sostanza da aggiungere.
Il problema è che non è chiaro il ruolo che avrebbero avuto i servizi. Ispiratori. Operativi. Pianificatori.
All'alba, mentre bevevo il mio ispirazione roma, leggo questo titolo abbreviato nel feed su appartenenti e finte bombe. Roba che invece il kgb e il mossad le mettono vere. Ho pensato ancora mezza addormentata.
Quindi ho cercato di immaginarmi questo appartenente che metteva bombe giocattolo (non so come definirle) in comune. E ho ripensato a quando ho iniziato a studiarmi i nostri servizi. Lessi di soggiorni negli alberghi a cinque stelle di Abu Dhabi per preparare missioni in medio-oriente. Io che vengo da paesini di mare e montagna, trovo francamente noiosi questi posti. Mi chiesi come potessero, persone abituate a saltare da un aereo all'altro, rilassarsi in alberghi dove tutto viene servito all'istante.
Poi iniziai a seguire le peripezie segrete calabresi e mi stupì questo racconto della squadra di gente elegante scesa da Roma. Avevo capito che gli agenti segreti non devono farsi notare. Se vieni al sud vestito come il giorno della festa, non solo ti notano ma diffondono la notizia. Forse era quello l'obiettivo.
Poi ho scoperto l'agente di blu vestito che oltre ad essere elegante non ha nemmeno un capello fuori posto. I Caravels dovrebbero portarlo a fare un giro in moto per scoprire se ce li ha così naturali o se li appiccica in testa.
Passata al ristora ginseng con ciambellone, mi sono andata a riguardare gli articoli usciti in Novembre. E non si capisce effettivamente chi sia questo appartenente (uno o più?) e che cosa avrebbe fatto.
Quindi sono arrivata alla conclusione che aveva ragione Kim Philby. Nella vita è meglio non appartenere. Così uno non si mette pensiero.
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