Da tempo cercavo questa immagine poco indicizzata su Google e persa in uno dei miei back up. Io conservo di tutto ma dimentico il metodo di catalogazione.
Oggi un mio lettore (o lettrice) l'ha trovata in un post di qualche tempo fa. Qualcuno che s'interessa di external affairs. Mi diletto a dare un'occhiata agli accessi al blog perchè mi piace conoscere quello di cui gli internauti (specie quelli di ritorno) vanno alla ricerca. E come lo cercano.
Questo ha memorizzato una frase che gli ha consentito l'accesso immediato a quel post. Nemmeno io che l'ho scritto, ero riuscita ad ideare uno schema per localizzarlo. Internet è un covo che raccoglie gente interessante.
Nel 2015 la visita ufficiale di Manenti attirò l'attenzione della stampa locale, perchè cadeva nel periodo caldo del rapimento di un gruppo di cecoslovacchi nella valle di Bekaa. Vicenda che si concluse all'inizio dell'anno successivo con la loro liberazione e anche con il rilascio in Cecoslovacchia di un uomo d'affari libanese per il quale gli americani chiedevano l'estradizione. Che fu ovviamente negata.
In Libano ipotizzarono che la visita settembrina del direttore (conosciuto in campo internazionale per le capacità relazionali e diplomatiche) avesse avuto in qualche modo a che fare con la risoluzione della vicenda.
Mi era piaciuta la foto di una visita istituzionale nella quale ognuno sorride in maniera diversa. Solo osservando i sorrisi (e anche i non sorrisi) è difficile varcare la soglia dei pensieri altrui. Si prova ad immaginarli.
Da lì nacquero le serie di our man in Doha e altre storie alle quali mi dedico per distrarmi, mescolando cronaca e fantasia. E i tracciati dei Falcon più noti.
Immagino che il mio lettore con memoria di ferro fosse interessato a ciò. L'immaginazione può anche allontanare dalla realtà.
Chissà su che voli sono finiti ultimamente our man in Doha e i suoi Samsung. Provo ad immaginare.
Nessun commento:
Posta un commento