mercoledì 29 dicembre 2021

The sunshine fills my hair


Sul volo di ritorno si era messo a studiare le mappe di Kale1 e Kale2.

Gli servivano due squadre di topi. E ovviamente anche quelli per distruggere le carte del capo.

Allo zoo di Roma ormai era di casa. Avrebbe eventualmente potuto provare con quello di Kabul.

Un attacco da terra era possibile in contemporanea. Dal cielo bisognava usare un solo aereo.

Doveva anche ricordarsi di mandare un idraulico all'Ambasciata. La cacciata dei turchi avrebbe richiesto un po' di tempo. Lui aveva comunque bisogno dell'acqua calda. E delle maschere per il viso. Il sole africano gli rovinava la pelle.

L'atterraggio non fu immediato. Sospettava lo zampino di Lolwa dietro a quelle manovre.

Doveva sistemare una volta per tutte quella donna. Nessuno poteva amarlo più del suo lavoro. E lui era innamorato del suo lavoro.

Un'altra questione di cui si doveva occupare era la dizione del capo.

A Niamey non erano riusciti a trovare un interprete in grado di capirlo. Aveva un accento incomprensibile. Per fortuna che lui aveva imparato un po' di dialetto frisano. Alla fine erano riusciti a risolvere con il linguaggio dei segni. Doveva mandarlo ad un corso.

Quella sera era quasi felice. Gli sembrava quasi strano.

Forse era il capodanno in arrivo.

Sospirò pensando al numero di 🐭 da prendere in affitto e includere nelle spese dell'agenzia.

Era stato lui a scegliere quel mestiere o viceversa 😴


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