Quando iniziai a seguire il governatore di New York, dovetti mettere in atto il processo inverso allo schema che di solito seguo per valutare profilo e mosse dei cattivi per eccellenza. Gente in grado di intromettersi nei destini del mondo. Persone del tipo di Soleimani e Haftar che hanno affidato gran parte del successo al loro essere divenuti personaggi.
Me lo sono fatto diventare antipatico.
Andrew Cuomo non è bello e nemmeno è carismatico. E' un gran chiacchierone.
Cuomo non è capace di amare. Cerca di tenersi lontano dai sentimenti. Li provoca negli altri per assumere il controllo. Ha trasformato un difetto (se è lecito definirlo tale) in uno strumento efficace per mantenere il dominio nel suo piccolo regno.
E' un uomo contro. Non ha fatto campagna elettorale per i democratici e Biden. Ha lottato con astuzia contro Trump quando aveva ancora speranze di vincere.
Quelle donne hanno avuto modi e tempi per dire no. Non lo hanno fatto perché l'abilità di Cuomo si é manifestata nel fermarsi al momento giusto per lasciarle libere di pensare, dopo che le aveva mandate in confusione con gesti e frasi ambigue.
Con Sandra Lee ha avuto una opportunità. Gli piaceva la figura della first lady così come lo era stata sua madre. E sentiva che lei lo amava. Ha avuto un attimo di debolezza mista a tenerezza quando si è ritirato per starle accanto in un momento particolarmente delicato.
Poi tutto é tornato come prima.
E Sandra Lee si è stufata dell'uomo che non era capace di amarla.
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