martedì 18 maggio 2021

Tutti lo sai hanno messo la testa a posto

L'ipotesi più accreditata è appunto questa: Mancini avrebbe provato a fermare la caduta del governo giallo-rosso così da potersi presentare a Conte e al direttore del Dis, Gennaro Vecchione, con una "medaglia", un successo personale, con cui reclamare la tanto agognata promozione. 

... scrive Tommaso Ciriaco su Repubblica - da chi è nel cuore di questa storia sono due. La prima è che sia stato lo stesso Mancini a far registrare l'incontro. La seconda è che la registrazione sia stata effettuata da apparati dell'intelligence e all'insaputa del capocentro. In entrambi i casi, ne discende che Renzi sarebbe finito in mezzo a una resa dei conti dell'intelligence". dagospia

Anche che, è poco credibile la tesi della casualità. E' possibile che non tutti i protagonisti della fase pubblica di questa vicenda (testimone, giornalisti) avessero piena consapevolezza di quanto stava accadendo. Un gioco più grande di loro.

Del dottor Mancini mi piace questa sua resistenza testarda. O testardaggine resistente.
Solo chi è passato almeno una volta nella vita attraverso un piccolo inferno può tentare di comprenderlo o anche avere il diritto di giudicarlo. 
Un momento di riflessione a volte aiuta a capire se alla fine si è passati nella giusta direzione.

Mancini ha commesso un errore di valutazione sotto l'aspetto del profiling e un altro circa il contesto politico attuale. 

Oggi la trasversalità conta nella misura in cui riesce a mettere assieme almeno pezzi delle istituzioni.
Ai tempi di Napoli Vittorio Pisani veniva collocato in area di centro destra. Con il leader della lega ha evidentemente condiviso una visione d'insieme sul problema migratorio che ha rappresentato dal punto di vista politico anche un bacino di consensi. 
La definizione di "uomo di Salvini" ha valenza più che altro giornalistica.
Il processo deve averlo fatto riflettere sul fatto che questa sua caratteristica di freddezza-riservatezza che da sempre lo accompagna, indubbiamente un assetto per un investigatore di valore ora ai vertici dei servizi, gli ha causato incomprensioni e controversie poco utili. Un margine di flessibilità gestito con oculatezza può avere effetti positivi sull'operato di un uomo delle istituzioni.

Matteo Renzi non poteva stare in un governo che non era in grado di lasciare crescere il suo partito. E di certo il governo Conte non sarebbe andato lontano anche se avesse trovato un modo per resistere. Non era questione di poltrone ma di programmi. E di modi di fare politica lontani dai luoghi istituzionali. 
L'ex presidente del consiglio non gli ha dato modo di fare battaglie. 
Magari il professor Conte è un appassionato di politica. 
La politica deve fare i fatti. Non giocare ai fidanzatini.
Renzi non è tipo da tollerare un simile compagno di avventure. Ne ha fatto quasi una questione personale. Per lui la politica è linfa vitale.

Che vice s'immaginava di essere Mancini con un governo così?


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