venerdì 14 maggio 2021

Revoked


La richiesta di assegnazione di scorta dovrebbe essere partita nel 2014, o al più tardi nel 2016, cioè quando il dottor Mancini e parte del suo ufficio segnalarono di aver ricevuto strani messaggi e minacce di morte. Sulla questione s'indagò oltre che a Roma anche a Ravenna, dove il comitato per la sicurezza pubblica (della faccenda s'interessò anche il prefetto Della Rocca giunto a uno dei suoi ultimi incarichi) prese in esame il caso.
Da allora della scorta non si seppe più niente. Dovrebbe trattarsi (in questi giorni non è stato scritto nulla, almeno su fonti internet, a proposito della struttura del veicolo) di un terzo o quarto livello.
Da vicende analoghe che hanno visto protagonisti impegnati in ricorsi, magistrati, appartenenti alle forze dell'ordine, personalità di varia estrazione, abbiamo imparato che le procedure per l'assegnazione e la revoca sono rigorose e il giudizio finale dipende dall'UCIS.
Quindi se Mancini ha ottenuto una scorta, per forza di cose ha seguito le vie normali.
E in ogni caso avremmo saputo, come sovente accade per ciò che lo riguarda, se vi fosse qualcosa di poco chiaro.
A meno che non vi siano procedure straordinarie per gli appartenenti ai servizi segreti, e anche in caso l'utilizzo della scorta in quel frangente (incontro in autogrill con Renzi) fosse illegittimo, non si comprende come il prefetto Gabrielli abbia potuto revocare la scorta e in tempi anche rapidi.

Mi scuso, in particolare con il dottor Mancini, per eventuali inesattezze sui fatti di cronaca citati. Non riesco al momento a trovare il materiale raccolto (conservato in qualche back up) e i siti dei giornali che si occuparono della vicenda hanno cambiato struttura del portale e quindi link.
Lo screenshot della rassegna stampa è stato pubblicato dal dottor Ranucci stamane sulla sua pagina Facebook.

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