vittima di se stesso e della convinzione - che lo accompagna come una scimmia sulla spalla dal 2006, anno in cui entrò in carcere due volte, prima per la vicenda Abu Omar e quindi per lo spionaggio della struttura illegale che faceva capo a Telecom - di essere vittima di un complotto ordito dai suoi nemici interni ai Servizi.
...Lo avreste facilmente incrociato, in ogni stagione, in uno dei suoi eccentrici outfit, negli uffici a cielo aperto (bar, marciapiedi) dove nuotava e pasturava nella risacca del Palazzo. Incontrando e confabulando con onorevoli, spiccia faccende, manager, ministri, sottosegretari. Il metodo Mancini, del resto, è infallibile. Perché antico quanto il lavoro delle spie. Crea un problema e candidati a risolverlo.
Non so, è un mondo che non frequento. Di Mancini sono amico da 40 anni, sono colpevole del solo reato di amicizia e so che è un fedele servitore dello Stato. Le manovre e gli scontri sono a un livello ben superiore: il nuovo quadro geopolitico, la nuova amministrazione Usa, il contenimento della Cina, il ruolo della Turchia… Altro che la visione dal buco della serratura della Marogna.
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