The situation has progressively become more complex. And some of these developments may be amplified by the covid19 pandemic. In the early year 2000 the main terrorism threat came from more or less clearly defined terrorists organizations acting on a more or less coherent ideological basis.
Vivi con loro come un cane, maledetti Anas El Abboubi
Ai tempi in cui il distacco da Al Qaeda era ancora formale, la cosiddetta colonna olandese di Nusra si mostrava molto attiva sulle piattaforme social. Obiettivo principale erano il reclutamento e la raccolta fondi. L'ideologia qaedista, presentata in inglese e francese fluenti da soggetti che ben conoscevano storia e problematiche europee, risultava accattivante.
L'ingresso in pianta stabile sul palcoscenico di guerra di attori come Russia e Turchia, e le continue lotte interne ad Hayat Tahrir e alla galassia jihadista in generale, hanno determinato un cambio nelle dinamiche e quindi anche di interesse su entrambi i fronti (potenziali reclute su suolo europeo e foreign fighters/combattenti locali associati a formazioni jihadiste) rispetto alla guerra in Siria e in Iraq e alle motivazioni abbracciate per partire o rimanere.
Il passaggio da attentati organizzati o anche ordinati e coordinati dalle zone di guerra, ad una fase in cui gli attacchi sono ancora istigati o ispirati ma in misura minore dal momento che tengono conto prevalentemente delle motivazioni personali e della storia dei protagonisti, può essere letto in quest'ottica per ragionare su future evoluzioni.
Tra le argomentazioni in favore di Shamima Begum, discusse sui social dai cittadini inglesi in questi giorni, almeno due meritano attenzione e qualche riflessione. Lo status di vittima solitamente reclamato da chi vive situazioni affini su Internet e un gesto di buona volontà previsto dalla giurisprudenza britannica che sortirebbe effetti positivi, se non anche deradicalizzanti secondo alcuni commentatori, sulla malcapitata.
Non solo il trattamento subito dal minore su Internet nel caso in esame non ha relazione con la minaccia che questi può rappresentare in seguito per la sicurezza nazionale. Pur avendo a disposizione la stessa base operativa, il grooming messo in atto da un pedofilo o da un cacciatore di cuori e portafoglio, è cosa ben diversa da quello elaborato dal reclutatore di formazioni terroristiche.
L'ideologia è il cuore del meccanismo. Il pedofilo sfrutta in maniera mirata piccoli rancori e incomprensioni tra genitori e figli tipici dell'età infantile ed adolescenziale.
L'ideologo/terrorista costruisce una barriera tra generazioni. Tra cittadini e stato. Mette in contrasto l'identità religiosa e quella di cittadino. Gli effetti, sia per la seconda generazione che per il convertito, sono di distruzione di equilibri quasi inesistenti o fragili. Lo sbocco obbligato è la deriva estremista che può portare all'attentato.
Dare la possibilità ad un foreign fighter, di tornare ad esercitare i propri diritti di cittadino, è indubbiamente un passo importante verso la sua riabilitazione e reintegrazione. Si tratta comunque solo di una piccola frazione di un percorso che deve essere ancora studiato ed applicato in maniera personalizzata. Se ne è parlato molto in questi anni, ma poco di concreto è stato ottenuto.
Al momento pare opportuno cercare soluzioni alternative.
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