giovedì 3 dicembre 2020

Learning arabic in Zamalek

Gli americani riferiscono che il 24 gennaio, ventiquattro ore prima della scomparsa di Giulio, un cittadino statunitense è stato illegittimamente fermato durante rastrellamenti indiscriminati nella zona di piazza Tharir. Aggiungono che il fermo dell'uomo si è protratto per tre giorni prima della sua espulsione dal Paese. Si tratta di un dato "circostanziale". Che evidentemente nulla prova direttamente sull'identità dei responsabili del sequestro di Giulio, ma è utile a definire il contesto in cui quel sequestro è avvenuto. Anche topografico (Giulio scompare mentre, la sera del 25 gennaio, tenta di raggiungere in metropolitana un caffè non lontano da piazza Tharir). E che il dato sia utile lo dimostra la circostanza che viene condiviso con i nostri organismi investigativi, tanto che la testimonianza di quel cittadino americano sarà acquisita successivamente dalla Procura di Roma. repubblica agosto 2017 

Salah Al-Din Akious, a Turkish police officer, photographed police forces while driving his personal vehicle near the Egyptian landmark. Police forces stopped him shortly after the incident, confiscated his camera, and detained him. During the course of interrogations, Akious said he was taking the pictures for his own use, according to a transcript of the interrogations distributed by the prosecutor’s office. The Turkish embassy was contacted but a representative was not available for comment. dailynewsegypt 31 jan 2016

Il racconto fatto dagli americani ha il sapore di presa in giro e (se si tratta dello stesso soggetto) ha contorni diversi.

La storia raccontata dalla stampa egiziana con tanto di comunicato arrivato direttamente dal direttorato di Giza, quasi in tempo reale e assieme a quella del turco, ruota attorno ad un cittadino americano che quel giorno si era messo a fare discorsi strani. Tra calcio e questioni sociali circa il trattamento delle minoranze religiose.

Il proprietario del bar, probabilmente temendo di essere accusato di non aver denunciato il fatto come invece fecero un paio di persone in zona, riferì di non avere ascoltato alcun accenno che l'americano avrebbe fatto a proposito dell'anniversario della rivoluzione.

L'atipicità della vicenda Regeni rispetto ad altre che si svolsero in quei giorni, e di cui la stampa locale riferì in maniera dettagliata, lascia pensare che ci sia stata della premeditazione o che l'epilogo sia stato frutto di un incidente interno agli apparati di sicurezza egiziani.

L'atteggiamento degli americani potrebbe essere dovuto alla paura di bruciare una identità che potrebbe essere anche più di una fonte di alto livello. O a mancanza di fiducia.

Nessun commento:

Posta un commento