Tra le qualità di un ufficiale c’è la capacità di attendere. Caravelli ha i tratti di carattere netti di ogni abruzzese. Testardo e tenace. Scontroso solo in apparenza, molto riservato. Prudente, accorto. Grande lavoratore, dice un suo amico: «Ama le persone lineari come lui». Sottolinea un dirigente dei servizi in pensione: «Bravissimo nella raccolta, l’analisi e lo sviluppo delle informazioni».
marco ludovico
Il profilo del chietino, piuttosto che dell'abruzzese in generale, possiede determinate caratteristiche che ci si porta appresso per tutta la vita.
Che poi il direttore è originario di Frisa e non di Chieti città. Fa differenza.
Trascorsa l'infanzia tra Chieti e Pretoro, con il trasferimento nel pescarese per me ci fu l'impatto con una realtà più colorata. L'anima commerciale dell'Abruzzo si traduce in calore e comunicatività.
Io sono rimasta molto orso anche dopo aver viaggiato. Chiusa in me stessa.
Il chietino è guardato sempre con sospetto dagli altri cittadini o paesani d'Abruzzo.
Spesso dall'alto in basso. Come se avesse qualche colpa da farsi perdonare.
E così alza uno scudo difensivo sempre orientato comunque allo scambio con il mondo esterno. Tenacia, linearità, ricerca d’informazioni.
Sono elementi fondamentali di quello scudo.
Data ormai quasi per certa la nomina del generale Caravelli, per tutto il pomeriggio di ieri si rincorrevano voci contrastanti a proposito del destino di Marco Mancini.
C'era chi lo dava quasi vice all'AISE. Chi invece considerava un eventuale avanzamento, nella struttura che l’ha visto protagonista in un passato non molto lontano, come un'impresa titanica da portare a termine.
Una promozione al DIS non sarebbe da escludere.
I nomi dei competitor che circolavano in questi giorni corrispondono a profili di spessore.
Il romagnolo ha dalla sua, esperienza e conoscenza dei meccanismi interni.
Il reintegro di Mancini in AISE, o anche altri movimenti all'interno del comparto che ora occupa, deve essere valutato rispetto alle reazioni che esso provocherebbe.
Abbiamo letto in questi anni storie di gruppi e correnti. Piccole rivalità.
Bisogna inoltre avere anche il coraggio politico di una nomina che verrebbe come al solito strumentalizzata.
Mancini ha subito attacchi di ogni tipo. Evitargli altre sofferenze è questione di civiltà.
Su svariati dossier, in cui l'Italia appare assente o titubante, la sua presenza in un ruolo più incisivo può essere determinante.
Bisogna vagliare opzioni, obiettivi e conseguenze.
Con coraggio.
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