venerdì 27 marzo 2020

Consistenza

dalla fragilità e dal possibile collasso delle strutture ospedaliere, possa portare inizialmente a ribellioni legate alla carenza di assistenza e aggravate davanti a casi di «raccomandazioni», che in alcune realtà hanno una loro consistenza. areanapoli

Se così fosse, già ci sarebbero state rivolte.
La gente è stanca, più che arrabbiata.
E' crollato il mercato del lavoro nero (badanti, colf, elettricisti per caso etc.)
Tremila euro mettono paura.
Nel caso il governo volesse trarre indicazioni per creare lavoro vero e onesto dopo che è passata l'emergenza.
E la raccomandazione per il momento non attira più di tanto.
Dalle mie parti si sa tutto prima che arrivino i bollettini ufficiali.
Anche quando si tratta di un residente virtuale.
Cioè di uno che vive fuori da tempo per lavoro o dopo aver formato una famiglia, ma ha mantenuto la residenza nel posto di origine.
Bisognerebbe intendersi sui margini presi in considerazione dalla nostra intelligence per considerare una situazione al collasso.
Dal pescarese si va ad Atri quando ormai il paziente è grave e non ha potuto fare il tampone ai primi mild symptoms perchè mancano i kit.

Non riesco a trovare l'articolo originale i cui stralci girano da un paio di giorni sui siti napoletani.
Per il momento prendo per buono almeno il virgolettato sulla nota dei servizi.

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