"La sera del 12 marzo abbiamo notato che il gruppo dei nostri carcerieri si era allontanato da noi per dormire e ne abbiamo approfittato per scappare. Ci siamo fabbricati delle scarpe di fortuna - ha spiegato - con gli stracci di alcuni indumenti e abbiamo camminato per tutta la notte. Abbiamo raggiunto una 'pista' stradale e abbiamo continuato a camminare per ore. In seguito abbiamo fermato un camion che passava che ci portati ad una base militare".
"I nostri carcerieri ci hanno detto qualche giorno fa che in Italia c'erano dei problemi senza specificare che si trattava del coronavirus", ha continuato.
repubblica
Un finale poetico ci sta bene.
Nessun commento:
Posta un commento