L'aspetto interessante della vita di Abu Obeida al Kansafra è quello che gli esperti in Occidente definirebbero il percorso di radicalizzazione. Che nelle zone di guerra rimane una delle poche opzioni valide.
Dopo aver lasciato l'esercito siriano nel 2011, Abu Obeida si unì alla rivoluzione.Venne descritto come un motivatore o attivista.
Questa fase fu seguita da un avvicinamento alla religione che lo portò ad essere imam molto ascoltato e stimato nella sua moschea.
Si unì poi a Nusra. All'epoca il gruppo era considerato più rivoluzionario dei focolai sorti spontaneamente tra la popolazione. Ciò che lo rendeva unico nel suo genere, era la capacità di fornire servizi e beni materiali. Ma soprattutto la disponibilità finanziaria e l'accesso alle armi migliori per combattere il regime.
La scalata di Abu Obeida ai vertici del gruppo fu molto veloce.
Di lui colpivano lo spirito e il coraggio. In nottata circolava l'ultimo audio registrato per incoraggiare ad unirsi alla battaglia.
Diventato tra i più vicini ad Al Joulani, secondo alcuni resoconti si sarebbe unito negli ultimi tempi ad Hurras AdDeen. Era in disaccordo con il comandante generale di Hayat Tahrir su diverse questioni.
Ha continuato ad essere comunque un interlocutore importante per il gruppo e ha svolto il ruolo di mediatore per non sottrarre energie e combattenti alla causa.
E' rimasto ucciso nelle battaglie in corso a sud di Idlib.

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