è che ho sentito, a fronte di questa disponibilità e di questo atteggiamento intelligente (Manenti avrebbe potuto, durante gli anni in cui era in servizio, intervenire in modo altro per farmi cessare nella polemica), il dovere morale di cominciare a descrivere il frutto (per ora sono solo rose e si vedrà se fioriranno) di questo dialogo che chiamerò intelligente, perché ritengo che Manenti sia stato “molto intelligente” nel saper andare oltre il pregiudizio (aveva diritto a coltivarlo e a farsi condizionare negativamente dai miei scritti che lo riguardavano come dirigente dello Stato) decidendo di ascoltarmi. Nell’interesse suo e dello Stato.
leorugens
Io l'ho profilato in questa maniera in tempi non sospetti.
Sono un genio incompreso.
E senza bisogno del grande gesto del numero di cellulare.
Non è da Alberto mettersi a perseguitare la gente abusando dei suoi poteri.
Tanto più che dopo la vicenda Abu Omar, se uno dei nostri 007 viene beccato in pubblico solo a starnutire, il cittadino ordinario si sente autorizzato a chiamare i carabinieri.
Sempre per quella storia della "correttezza che gli va riconosciuta".
Manenti ha spesso atteggiamenti anche troppo umani per un direttore.
Sarà per quello che non si è preso con i bamboccioni della grande fuga.
Forte Braschi uno se l'immagina come il tempio dell'intelligenza e della perfezione.
Dopo esserci entrato si ritrova di fronte un gruppo di anziani Bond poco disposti a condividere esperienza e competenze. E un anziano direttore che pensa di metterci una toppa con un discorsetto motivazionale.
In un Paese dove nulla o quasi va per il verso giusto, solo un uomo intelligente e di buon cuore può cercare di dare motivazioni.
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