Hakan Fidan ha finito i soldi.
Le brigate di resistenza popolare sono una formazione molto giovane nata nella primavera di quest'anno nel Nord della Siria in uno dei momenti più terribili dei bombardamenti russi. Essendosi presentati al pubblico sotto l'ala protettrice del governo di salvezza nazionale, e dal momento che raccolgono nelle proprie fila giovani per lo più provenienti dalla popolazione locale, si è sempre pensato che fossero una risorsa messa assieme da Hayat Tahrir e MIT per creare un indotto popolare lontano dall'estremismo in grado di attrarre attenzione locale e internazionale senza pregiudizi di sorta.
E in effetti si tratta di giovani che collaborano un pò con tutte le fazioni jihadiste e non, ma che non vogliono risultare affiliati a nessun gruppo specifico. Provengono in larga parte da Saraqeb. Gioventù che assieme alle famiglie ha contribuito a costruire vaste reti di tunnel e rifugi che hanno reso più consistenti le difese di Idlib e dintorni. Anche a loro si riferiva Sheikh Al Joulani quando, nella conferenza stampa tenuta di recente, ha parlato di vaste fasce di popolazione che si sono unite nel nome della rivoluzione.
Una specie di jihad popolare nella quale Hayat Tahrir e altri gruppi potrebbero sciogliersi e rifondarsi per dare luogo ad un governo/esercito del Nord alternativo alla soluzione russa.
Il fatto che abbiano lanciato una raccolta fondi per l'acquisto di armi conferma l'impressione che il legame con Turchia e Hayat Tahrir esiste, ma attraverso canali che vogliono conservare la propria autonomia.

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