giovedì 15 agosto 2019

أبو سلمان البيلاروسي

Una volta su Twitter mostrò con orgoglio una pizza che aveva cotto sulla pietra durante una pausa.
Obiettai che sembrava una di quelle tipiche pizze americane. Molto farcite e poco napoletane. Lo invitai a venire in Italia alla fine della guerra per gustare quella originale. Mi rispose chiedendomi una ricetta da poter sperimentare assieme ai mujahideen. La cucina non è proprio il mio punto di forza. Amo mangiare ma non ho mai avuto la pazienza d'imparare a cucinare. Quindi non seppi accontentarlo.
Che Allah Onnipotente abbia misericordia della sua anima e gli perdoni i peccati.

Abu Sulayman Al Bielorusi era espressione di questa guerra di Siria crudele come solo le guerre sono capaci di esserlo. E al tempo stesso intrigante per i tanti aspetti bizzarri legati alla modernità.
Quando Malhama Tactical entrò in scena, la sua presenza sembrava surreale.
Un gruppo di foreign fighters per lo più provenienti dall'Est Europa che aveva la pretesa di addestrare gruppi ai quali appartiene gente che ha combattuto dall'Afghanistan alla Libia. Eppure il meccanismo ha funzionato. I red bands di Hayat Tahrir sono un gruppo d'elite che spesso mette in forte difficoltà le milizie assadiste. Anche questa loro presenza sui social e la capacità di dialogare oltre la propaganda è una di quelle caratteristiche che ha fatto storia.
Se mai questa guerra finirà, bisognerà raccontarla in tutte le sue sfaccettature.

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