I servizi segreti italiani monitoravano i movimenti di Gianluca Savoini e di Claudio D' Amico, i due fedelissimi di Matteo Salvini ritenuti emissari per i rapporti con la Russia. La conferma arriva dopo l' audizione del direttore dell' Aise Luciano Carta di fronte al Comitato di controllo parlamentare. Ma i dettagli rimangono segreti perché, come chiarisce l' alto funzionario, «è in corso un' inchiesta della magistratura milanese, dunque nulla può essere rivelato».
Corriere (Dagospia)
Mi riterrei offesa se venissi a conoscenza del fatto che il generale Carta è all'oscuro completamente della mia esistenza. Almeno di quella virtuale.
Il narcisismo dell'internauta accanito sovente sconfina verso orizzonti infiniti.
Rimarrei perplessa invece, se trovassi qualche cimice sulla cuccia del mio cane quando a fine giornata lo costringo a subire i miei sfoghi quotidiani.
L'immagine dei servizi, e dell'Aise in particolare, che viene fuori dai resoconti stampa dell'audizione di fronte al Copasir del generale Carta, è quella conosciuta attraverso le vicende che li vedono protagonisti su vari campi.
Un'intelligence presente nei contesti d'interesse e attiva con gli strumenti di cui si può servire.
Consapevole delle dinamiche che li caratterizzano e delle figure che li animano.
Non al servizio di un ministro o di un partito.
E neppure impegnata in manovre sotterranee per cambiare il destino politico del Paese.
Il termine monitoraggio fuori dal contesto, e senza avere a disposizione il virgolettato completo, può risultare astratto e prestarsi a diverse interpretazioni.
Considerando il perimetro che determina gli interessi del nostro Paese, l'intelligence segue schemi in grado di garantire la pronta individuazione dell'insorgenza di un rischio.
In particolare a questo proposito, attualmente l'elemento di novità presentato dal direttore è l'aumento dell'attività posta in essere dai servizi per contrastare le azioni russe.
Argomento che solitamente occupa la parte centrale della relazione annuale dei Paesi del nord Europa e di cui presumibilmente leggeremo nella pubblicazione della sicurezza nazionale in uscita nel Febbraio del prossimo anno.
E' ovvio che l'intelligence non potesse ignorare la figura e le mosse di Savoini.
Le sue frequentazioni e gli ambienti in cui si muove sono inclusi nel perimetro dell'interesse nazionale.
E' difficile credere però, che ci fosse un focus particolare su di lui in quanto uomo vicino al ministro Salvini o perchè c'era in ballo l'affare del secolo.
Il richiamo del direttore a proposito dei quantitivi trattati è in questo senso indicativo del fatto che questa vicenda, per quanto è stato reso noto finora, non costituisce un elemento di criticità particolare.
I dati raccolti dall'intelligence possono fornire un quadro d'insieme utile a prevedere evoluzioni e scenari. Incorporati nell'indagine giudiziaria in corso, contribuiranno a cristallizzare fatti concreti..
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