E' tornato in versione Zorro
Chissà di che parlava con Alberto.
Uno può avere anche fini multipli.
L'importante è che lo scopo sia nobile.
Lo scopo del sindacato, questo ho capito seguendo principalmente quelli di polizia di estrema destra, è di fare da tramite tra gli operatori di strada e i vertici.
A loro volta i vertici, spesso assieme agli stessi sindacati, si fanno interpreti degli argomenti della base presso il governo. Si tratta di un meccanismo che dovrebbe sulla carta migliorare le condizioni di lavoro delle forze di polizia e anche stimolare una riflessione nel referente governativo su politiche sociali in grado di ridurre gli sbocchi criminali.
Quando subentrano le ideologie (per questo motivo ho tenuto a sottolineare "di estrema destra") e le esigenze politiche, tante buone intenzioni rimangono sulla carta. A ciò va aggiunto il fatto che il sindacalista di lungo corso ha da tempo abbandonato l'impegno quotidiano da operativo. Ascolta le richieste e le osservazioni inoltrate dai colleghi, ma non sempre è in grado di fare valutazioni appropriate.
E last but not least l'obiettivo è quello di fare tessere per conquistare una larga fetta d'influenza presso gli organismi di riferimento. Nulla di male in tutto ciò.
Ad esempio, anche a volere concedere la buonafede ad un sindacalista che qualche anno fa rigettava l'ipotesi dell'assunzione mirata di musulmani in polizia per dare un contributo concreto sotto il profilo sociale alla lotta al terrorismo, si può solo prendere atto della poca conoscenza in materia. L'inclusione non risolve il problema del terrorismo, ma assieme ad altre misure può contribuire a ridurre il fenomeno della radicalizzazione. Un sindacalista che avanza una proposta del genere però, può dire addio a tessere e carriera.
Alla fine una buona analisi (condivisa anche con l'intelligence che ora più che mai deve prestare orecchio alle vulnerabilità del Paese) dei dati provenienti da prefetture, caserme e questure, dovrebbe risultare più utile dell'apporto diretto del maresciallo o dell'appuntato. Pareri importanti, ma troppo facilmente influenzabili dal rapporto con il territorio e con la gente.

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