Di complotti, io non ne ho visti. A parte un bigliettino allungato con discrezione sospetta al mio vicino Niall Ferguson. Ma era solo l’invito a sedere a cena al tavolo di uno degli organizzatori.
L’ultima sera l’aperitivo è su una barca sul lago di Ginevra, la cena preparata servita in un castello. La riservatezza limita l’ostentazione, ma il Bilderbeg è eccome un appuntamento di élite.
Anzi, è il laboratorio di una nuova élite transatlantica oggi non più prodotta spontaneamente dalla globalizzazione. Stefano Feltri 4 Giugno 2019
Dal resoconto fatto, il Bilderberg pare una grande tavolata dove si fanno previsioni a livello d'intelligence. Business, politica, economia.
Solo che trattandosi di previsioni interessate, il lato intelligence alla fine lascia il posto al lobbismo.
Ovvero a come forzare gli eventi.
Che tenerezza questo giovine.
Andare al Bilderberg però, è come intervistare Assad.
Un prodotto da e per lobbisti.
Poi Stefano ogni volta che ne combina una delle sue, elabora sulla questione (normalmente la spiegazione viene piazzata sul blog e quindi free of charge. Almeno quello.) ricordando che lui di mestiere fa il giornalista. Uno che vuole capire le cose e scriverne. Articoli e libri.
E' tutto molto bello e io sinceramente credo alle sue buone intenzioni.
Però scindere il suo ruolo di giornalista, da quello di giornalista e vice-direttore vicario de il fatto (ormai una vera centrale di potere) è una piccola furbata.
Comunque uno che pare anche felice di essere insultato da Vittorio Sgarbi e di essere tra i quattro fortunati con i quali Travaglio parla, possiamo forse perdonarlo.
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