Quella porta, spiega nell’intervista a «Gq Italia», aveva un nome famoso: Ayrton Senna. «Era carino, pieno d’attenzioni. Mio marito non m’aveva mai fatto neppure un regalo di compleanno, lo sa? E io ero così giovane, e lavoravo così tanto, che quasi non ci facevo neppure caso» confessa. Si incontravano di nascosto, «mi raggiungeva su un’isola, a una sfilata, l’ho amato profondamente» dice lei. corriere
L'amore profondo va conservato. Non sbandierato.
Ayrton era meticoloso. Ai limiti del maniacale.
Un tratto che gli ha permesso di diventare il grande campione che è stato.
E che forse ha contribuito a precludergli una vita privata normale.
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