venerdì 25 gennaio 2019

In the polls we did they are

Alla vigilia delle elezioni del 4 Marzo, un amico di famiglia di fede grillina ci aveva comunicato l'intenzione di andare al seggio con una matita portata da casa. Non si fidava degli scrutatori. Era sicuro che avrebbero cancellato il segno apposto. Temeva che per fare fronte alle previsioni di larga vittoria, gli avversari avrebbero fatto di tutto per mettere un freno alla forza politica all'epoca più temuta.
Non credo che alla fine abbia messo in atto il suo proposito. E' un insegnante. Persona di spirito e anche equilibrata. Ma decisamente il prototipo dell'elettore targato cinque stelle. Ultimamente l'ho sentito fare proclami in stile Salvini. Non possiamo accogliere tutti. Perché mi devi venire a scocciare con l'accendino da vendere . E tutte quelle robe lì.
Il grillino ha bisogno di battaglie epiche. Di un nemico istituzionale. Vive di teorie complottiste.
E' un po' difficile trovare tematiche elettorali stimolanti quando il proprio partito è ormai forza di governo. Per questo motivo adesso inizia a simpatizzare per Salvini. Il ministro leghista è molto (o gioca nel ruolo di) vittima. Al potere, ma sempre sotto attacco sia come ministro che come segretario.
Il popolo grillino andava educato subito dopo le elezioni a capire la differenza tra forza d'opposizione e di governo. Sogni e realtà. Aspirazioni e concretezza.
Adesso è forse troppo tardi.

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