venerdì 13 gennaio 2017

Non solo droni

Giunge notizia da Idlib (ancora da verificare) di un attentato ai danni di Abu Muslim al Shami. Si tratta di un altra punta di diamante tra i comandanti di Jabhat Fath, che tra l'altro è sopravvissuto all'attentato di Settembre 2016 nel quale perse la vita Abu Omar Saraqeb. Quello che iniziò la stagione delle autobombe in Libano dal suo emirato a Qalamoun.
Anche questa volta al Shami l'avrebbe scampata. Non si sarebbe trattato di un drone ma di un esplosivo piantato nella sua auto.
Si è molto speculato in queste settimane su come facciano gli Stati Uniti ad avere le posizioni di così tanti comandanti di al Nusra quando invece gli attacchi contro Daesh sono molto limitati.
La maggior parte dei commentatori ipotizza che vi possano essere infiltrati oppure quelli di Jabhat facciano un uso troppo spregiudicato dei dispositivi elettronici per comunicare. In effetti sono molto presenti in rete per parlare tra di loro o con giornalisti e referenti politici, ma sono anche molto tech savy.
Le ragioni della facilità con la quale vengono individuati sono piuttosto da ricercare nel fatto che da diverso tempo stanno litigando per la questione della fusione e molti di loro tengono il piede in due scarpe perchè tentati dalla prospettiva della cosiddetta soluzione politica. Quindi probabilmente vendono informazioni a turchi e siriani che poi le girano all'alleato del momento.
E quando le tengono per se, cercano loro per primi di fare fuori i competitor, come dovrebbe essere accaduto stasera a giudicare dalla dinamica e dall'obiettivo.
Non bisogna dimenticare inoltre, che all'inizio della rivoluzione fu la stessa intelligence siriana ad armare gli islamisti e ad aiutarli nella organizzazione di attentati. Di sicuro oltre ad avere liste corredate di foto, sono rimasti in contatto o sono in grado di trovarli.
Su Daesh si punta poco perchè Assad se ne serve al bisogno.

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