mercoledì 2 novembre 2016

Giravolte

La democrazia, anche in settori ad elevata componente tecnica come l’intelligence, si pone come un processo in cui più esponenti, con la legittimazione del consenso popolare, affrontano ambiti di politiche rendendone conto al corpo elettorale in un contesto di pluralismo informativo e di competizione politica. Un contesto che non può essere appannaggio di uno solo.
hastalaveridad medium

Non sapevo fosse stato presidente della Viola.
Me li ricordo al palazzetto con la Fortitudo ai tempi dell'università.
Non so adesso, ma all'epoca dal profondo Sud non è che ci fossero tutte 'ste gran squadre.
E li ammiravo, perchè per ogni trasferta dovevano farsi dei viaggioni.
Quando non c'era Internet, le distanze sembravano infinite.
Vedi che noi esperti di intelligence abbiamo il gene per le sfere ?

Ma veramente Minniti è l'unico al comando dei servizi ?
A me fa tenerezza quando racconta le storie sulla rivoluzione copernicana delle assunzioni senza raccomandazione. Per quello ci persi mezz'ora sul sito a compilare la richiesta. Sul momento gli avevo creduto. E infatti secondo me non m'hanno ancora chiamato perchè non hanno compreso il genio che alberga nel mio cervello. Difficile renderlo in una paginetta prestampata.
E il lessico che gli inventano per spaventare le folle.
I mille tagli, il terrorismo liquido. Favoloso.

Non credo che in democrazia si debba sempre dire la verità alla nazione o pretenderla da una nazione partner. Per un Paese come l'Italia il modello Surkov è più appropriato.
Piuttosto bisogna scegliere e pretendere le verità giuste al momento giusto, in modo che si incastrino in maniera stabile al contesto. In questo secondo me, al di là delle figuracce, l'intelligence italiana ha fallito e continua a fallire. Pensa a sistemare i fatti propri e quelli dei politicanti in maniera confusa.
Bisognerebbe mettere un pò d'ordine.

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