martedì 17 maggio 2016

Amici dell'Albania

“Policia i ka bërë në datë 7 apo 8 maj disa kërkesa prokurorisë për
 ta arrestuar, por ata kanë refuzuar sepse nuk kishin asnjë të dhënë për këtë person. Ne nuk kishim asnjë arsye të arrestonim një njeri vetëm se për të shkruan media. Kanë kaluar 10 ditë që atëherë dhe ne nuk kishim mundësi ta mbanim nën vëzhgim një person kishte një potencial të lartë të largohej. Nëse ju mendoni se ne kishim nevojë ta ndihmonim ne e kishim ndihmuar më përpara. Deri para se të hyja në studio nuk ka një mandat-arresti. Nuk mund të
arrestohet dikush vetëm flet media” Saimir Tahiri 16 Maggio 2016

Al maresciallo ordinario della Guardia di finanza Alessandro Giuliani, medaglia di bronzo al valor civile con la seguente motivazione: "Libero dal servizio, con ferma determinazione ed esemplare iniziativa affrontava un malvivente che, a seguito della rapina in una gioielleria, tentava di guadagnare la fuga facendosi scudo dei titolare, riuscendo a disarmarlo e ad immobilizzarlo con l'aiuto degli agenti di polizia intervenuti". - 17 luglio 1999 - Bologna.


Come sottolineato nel commento del finanziere (che ringrazio) su uno dei post che scrissi a proposito della complessa vicenda di Dritan Zagani, molti, e non solo in Italia, riconoscono all'ex funzionario di polizia albanese estrema bravura ed onestà.
Il problema è l'intreccio di trame di varia natura che non permettono di comprendere cosa sia veramente accaduto.
La denuncia presentata da Zagani lo scorso anno, e sulla quale starebbe indagando ancora l'ufficio del procuratore, contiene accuse molto gravi nei confronti della dottoressa Poggi. Se queste fossero provate, non si tratterebbe di una semplice questione di adozione e cittadinanza concessi ad uno straniero che si è particolarmente distinto per il contributo dato al benessere del Paese. Il Viminale e la polizia di stato dovrebbero per lo meno essere al corrente delle motivazioni alla base della testimonianza resa dal funzionario italiano alla procura albanese. Testimonianza che avrebbe contribuito grandemente all'allontanamento di Zagani. Le informazioni che il rappresentante italiano passa alle controparti albanesi dovrebbero essere conosciute ed approvate a Roma. E d'altra parte è arduo credere che il ruolo ricoperto da un funzionario italiano in un ufficio del genere, sia quello di semplice passacarte.
Un giornale locale dà un resoconto (anch'esso oggetto della denuncia di Zagani) molto peculiare dell'accaduto, incentrandolo su un ritratto positivo di Anna Poggi e del sottufficiale della guardia di finanza che sarebbe stato l'interlocutore di Zagani (autorizzato anche dai superiori italiani ad elargirgli somme da versare agli informatori locali), e ponendo l'accento sulla strumentalizzazione politica che Zagani, o chi lo sostiene, farebbe della questione. In effetti tutte le sue dichiarazioni sono incentrate sul ruolo di Saimir Tahiri che, bisogna tenere a mente, è il principale referente del nostro governo e del ministero dell'interno.
Allo stesso modo in cui il governo italiano deve avere un quadro chiaro di tutte le vicende in esame, il commissario Grillo, pur non avendo l'Italia partecipato all'operazione interforze che avrebbe portato all'incriminazione di Klement Belili, non può non sapere per quale motivo questi non è stato arrestato in Albania.
Ieri sera il ministro dell'interno albanese ha continuato a glissare sull'argomento, affermando di non sapere se ci fosse un mandato internazionale. Sul fronte albanese il lavoro della polizia sarebbe stato complicato dalla fuoriuscita di notizie stampa nei giorni precedenti alla conclusione dell'operazione della polizia greca e quindi la sorveglianza è stata per forza di cose abbassata. Belili sarebbe così riuscito a fuggire.
Il problema non è tanto il singolo episodio, ma il clima generale in Albania e come i rappresentanti italiani si adattano e agiscono di volta in volta . Bisognerebbe prendere una posizione più decisa forse.

Al solito i miei ragionamenti sono frutto dei resoconti della stampa albanese e quindi passati attraverso il traduttore. Mi scuso per eventuali inesattezze.

11 commenti:

  1. La storia è ben diversa da come la descrive lei. Il problema è che quando si creano delle strutture illegali, può andare bene finché non ti scoprono. Purtroppo queste cose succedono quando ci si mette con "i bambini viziati" come Edi Rama. Vogliamo parlare poi di Saimir Tahiri? Ma chi quello che ha incontrato un killer nel suo ufficio?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io di solito mi attengo alle versioni ufficiali che trovo. Che magari non è come stanno le cose però impedisce di finire nella confusione creata da chiacchiere e resoconti vari. Per esperienza con altre vicende, a volte aiuta. Purtroppo la realtà di quei Paesi non è semplice.

      Elimina
  2. Purtroppo deve informarsi meglio, perché la "chiacchiera del killer" è vera, e si chiama Durim Bami. E' strano questo suo traduttore, traduce solo una parte. Guardi che l'Albania è un paese strano. Koco Kokedhima, ex parlamentare e amico stretto del "pittore", ha registrato il marchio della "marijuana albanese". Ecco perché le dico che il suo traduttore è troppo di parte. Poi si capisce da che parrocchia viene la sua informazione. Non voglio fare scuola a nessuno, ma forse bisogna prestare più cautela quando si va per certe vie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guardi che io non ho preso le parti di nessuno. Riferisco i fatti come li trovo su internet. L'Albania non è un Paese strano. Ha i suoi problemi, dalla povertà alla corruzione. E' normale, tra virgolette, che un primo ministro si ritrovi in ufficio con un killer così come da noi è normale che un maresciallo dei carabinieri faccia campagna elettorale per trovare un lavoro alla nipote. Quello che a me interessa è sapere che ruolo gioca il mio governo in tutto ciò. Ci è bastata l'esperienza con Ghaddafi e altri per sapere come muoverci in questo tipo di realtà.

      Elimina
    2. Certo che lo potevi scrivere meglio questo commento con quel paragone che non centra niente che hai fatto...poi se proprio non volevi usare la "e" per il colonnello ci potevi almeno risparmiare l'acca.
      Libia e Albania sono due realta' completamente diverse, una si basa su di un'esperienza politica moderna a tutto tondo(il socialismo arabo) e l'altra su di un antico codice consuetudinario(il Kanun).Il signore che ha commentato qui sopra si capisce che parla dell'Albania perche' la conosce e non per sentito dire o per aver leggiucchiato qualche articoletto su internet...Se vuoi capire qualcosa sui ruoli in queste vicende devi andare all'apice e ti ritrovi gli Stati Uniti con la loro bella colombia balcanica costruita su misura che è il Kosovo peraltro centro nevralgico di quella internazionale verde ad usum nato.

      Pippo Brasciola

      Elimina
    3. Mi pare di avertelo già detto. Il mio è il commento dell'internauta medio. Se vuoi quello dell'esperto o presunto tale basta che vai su qualche giornale che però sta al soldo di qualcuno. Così funziona in Italia. Se mi si dice che Saimir Tahiri è un criminale bisogna portarmi anche le prove. Se si dice che un'adozione e una cittadinanza sono state barattate con una falsa testimnianza c'è bisogno di prove solide.

      Elimina
    4. Non mettere troppa carne al fuoco e non mettere parloa in bocca agli altri che non sono state dette."Se si dice...se si dice...se si dice"...Nessuno dice niente di quello che dici tu,per questo l'argomento va spostato sulla geopolitica generale dove non c'è bisogno di prove per dire che Edi Rama è un uomo di Soros e il Kosovo da quando è patrocinato dagli Usa è forse il luogo piu' turpe del mondo.Quando fai due piu' due sul grande gioco hai quattro sui giochi minori. Tutto il resto sono chiacchiere...

      Pippo Brasciola

      Elimina
    5. Le ripeto: lei dovrebbe essere più informata, perché quanto detto di Saimir Tahiri è già stato provato. Purtroppo il suo traduttore non l'ha informata. E poi il paragone tra un killer e una campagna elettorale di un maresciallo, è tipico di "certe parrocchie", che quando non sanno cosa dire, le sparano. Il problema è che "il pittore" non è molto stabile mentalmente, e non capisco come mai gli italiani si sono compromessi in questa storia. Quando dico che "l'Albania è un paese strano" (senza partire per la tangenziale Libia!) intendo dire che gli albanesi non "mandano un avvocato", ma ti sputtanano in mondovisione. Proprio come è successo al Pentagono con Gerdec, tanto che l'ambasciatore americano ha ricevuto in vestaglia da notte il ministro della Difesa Mediu. E questo non è niente. Come ha detto un giornalista a Tirana: "Italiani brava gente, ma qualcosa all'Interforze puzza".

      Comunque, quando si apre un blog e si comincia a fare la "tuttologa" si desta qualche sospetto: avrà pure creato questa pagina per mandare dei messaggi?! Ora, quando qualcuno risponde, bisogna avere contro-argomentazioni per non fare delle scivolate. Come si fa ad essere così precisi negli articoli, e poi fare dei commenti da scorribanda?

      Ringrazio Pippo Brasciola e mi presento: Giovanni Dellebombole.

      Elimina
    6. Mi pare che il tuttologo qui sia lei.
      Io ragiono sui fatti. Non so cosa stia accadendo all'interforze e mi interrogo. Dire che qualcosa puzza non ha significato.Io non appartengo a nessuna parrocchia. Non conosco i balcani ma ho girato un pò il mondo e so che ognuno ha i propri problemi. Cinicamente mi interessa poco di quello che accade in albania se non le ripercussioni in italia. Non ho preso le difese di nessuno. Se avessi la certezza che Grillo o la Poggi hanno fatto qualcosa di sbagliato li andrei a prendere personalmente. Sono stufa di leggere e di scrivere di poliziotti per bene che vengono accusati ingiustamente e alla fine i fatti li scagionano. Questa vicenda l'ho seguita anche per caso tra l'altro.

      Elimina
  3. Lasci perdere, ci sono troppe cose che non conosce. L'ufficio di Collegamento è praticamente finito nel 2008.

    RispondiElimina
  4. Signora Balqis De Cesare la stima per quanto scrive periodicamente. Le chiedo cortesemente di non dimenticare Zagani Dritan

    RispondiElimina