martedì 8 dicembre 2015

Il ritorno del custode dei cancelli dell'Iraq

Fu così che Ciise Maxamed Cabdullah indagato per vari reati che andavano dal favoreggiamento dell'immigrazione clandestina al reclutamento di persone da inviare verso i campi di addestramento in Iraq, definì Majid Muhamad detto anche Mullah Fouad. Anche i loro assieme ad altri nominativi erano inseriti in una informativa redatta dal Sismi nel luglio del 2005 e sequestrata nell'ambito delle indagini sul
rapimento di Abu Omar.
I due facevano parte della rete italiana di Ansar al Islam ben radicata nel nord Europa grazie alla sapiente regia del Mullah Krekar. L'inchiesta del 2003 si rivelò di grande importanza perchè segnava il salto di qualità nel modus operandi del gruppo in Italia. Non più semplice terra di passaggio per combattenti e falsificazione di documenti ma reclutamento ed invio di kamikaze fuori e dentro l'Iraq. Si parlò di chiamate dirette da uno dei telefoni satellitari di Abu Musab al Zarqawi che aveva stretto un sodalizio con Ansar al Islam e secondo gli americani ne era partecipe anche Saddam Hussein.

Ecco perchè tranquillizzano poco le dichiarazioni di ieri del Questore di Bari De Iesu alla conferenza stampa nel corso della quale è stato reso noto come Majid Muhammad, scarcerato dopo dieci anni in seguito ad un ricorso, sia stato di nuovo arrestato. Anche in questo caso il provvedimento di custodia cautelare emesso nell'ambito di una indagine più ampia condotta dalla DDA per terrorismo internazionale riguarda il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il fatto però che al momento non si abbiano evidenze della progettazione di attentati nel nostro Paese o almeno a Bari da parte di Majid Muhammad e di altri dieci indagati, non significa che l'Italia non sia di nuovo protagonista di un circuito terroristico altamente pericoloso.

Sarà interessante conoscere nelle prossime settimane su che binari l’inchiesta di Bari condotta dalla DDA e dal servizio centrale antiterrorismo della polizia di stato si sta sviluppando. Non sembrano al momento esserci legami con l'indagine condotta dalla procura di Roma assieme ai Ros dalla quale emerge anche un nutrito un filone inglese. Le intercettazioni telefoniche evidenzierebbero come l’attività di Mullah Fouad in fondo si svolga con le stesse modalità di un tempo e sia costruita su un'ampia rete di contatti. Il linguaggio in codice dieci anni fa lo faceva parlare di giapponesi per indicare i kamikaze. Oggi gli investigatori ritengono che i tartufi costituirebbero il riferimento ad ordigni esplosivi. Dato interessante è il nome di Bassam Ayachi spuntato in una delle agende sequestrate e probabilmente conosciuto nel corso della permanenza in carcere. Ma su che cosa poggiano eventuali rapporti attuali con l’anziano francese attualmente giudice di una corte islamica ad Idlib ? Lo stesso nell’ultima intervista rilasciata ad una rivista belga ha preso le distanze da Daesh ed ha dichiarato di non volere organizzare più viaggi per potenziali kamikaze dall’Europa . Troppo cruenta questa guerra per loro. Il sudden change of heart ci sarebbe stato dopo la morte del figlio e del suo vecchio compagno d’avventure Gendron . Per non parlare del braccio perso nella primavera di quest’anno dallo stesso Ayachi a causa di una bomba. A lui ora non rimane altro che combattere contro Assad in maniera convenzionale se così si può dire. Quindi avrebbe detto addio alla lotta estrema. Ma ci possiamo fidare ? Attendiamo questa ed altre risposte dal nostro antiterrorismo.
Nel frattempo dalla Norvegia giunge notizia della richiesta di estradizione del Mullah Krekar, i cui termini scadevano l’undici dicembre, inoltrata all’ufficio del Pst dalle autorità italiane.
 Insomma pare di essere tornati al terrorismo combattuto su territorio .
Ma era mai sparito o se ne stava nascosto tra i giochi della PS4 ?
A quanto pare a qualcuno piace pensarla così.

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