mercoledì 1 luglio 2015

La vita non è facile ma a volte basta un complice e tutto è già più semplice

«Noi dobbiamo odiare i miscredenti, a questa gente deve essere tagliata la testa». «Non vedo l'ora di morire da martire». 
«Il nostro capo di stato è Abu Bakr al Bagdadi». 
«Noi non siamo musulmani d'Italia, noi siamo qui nel Califfato per fare il jihad: noi uccidiamo per questo». 
«Prima abbiamo fatto la guerra, poi abbiamo bruciato le chiese. E ora abbiamo tutta la Siria». 
«Papà, tu sei chiamato dall'Islam, tu comandi in casa: prendi la mamma per i capelli e portala qui in Siria. Tu sei il marito, lei è obbligata a obbedire».
L'Espresso

Leggere parole cosi dure per una musulmana convertita che si interessa di certe devianze da diversi anni ormai, è come un proiettile sparato al cuore.
La prenderei a schiaffi Giulia ma sarebbe profondamente ingiusto.
Non ha avuto evidentemente l'opportunità di studiare ed approfondire l'Islam con gente educata proveniente da culture affini alla nostra e soprattutto equilibrata.
Io ho conosciuto la religione islamica inizialmente attraverso wahabiti sauditi su internet eppure non ho mai maturato posizioni estreme.
Il contesto gioca un ruolo importante.
Se le descrizioni di chi la conosce corrispondono a verità il profilo che viene fuori di Giulia è quello di una ragazza con una personalità molto complessa . Di quelle che si prestano molto all'adescamento di Daesh. Taciturna, introversa, combattiva.
Non amo molto le semplificazioni che parlano di "conversione all'estremismo".
Ci si converte all'Islam. Punto. Il fondamentalismo non è una religione. E' violenza pura.
Però in questo caso credo che la conversione si possa definire tale.
Nell'Islam di Giulia mancano la pietà, la contestualizzazione, l'integrazione.
Passare dal cristianesimo all'Islam per finire con il pensare che bruciare le chiese sia parte del nostro credo non ha alcun senso.
Un musulmano non deve odiare i "miscredenti" nè sottomettere la moglie.
Questo non è quello che il Corano, il profeta Muhammad e la storia ci hanno insegnato.
Sono cose che magari si predicano alla moschea rossa di Islamabad o che certi italiani per passaporto vogliono far credere.
Ma l'Islam non è così.
E' rigore e coerenza. Non odio e sopraffazione.

Ringrazio di cuore la polizia di stato perchè stamane ha lanciato la notizia dell'operazione descrivendola come contro il terrorismo "internazionale".
Una goccia nel mare magnum di odio sparso dai media ma è una goccia importante che può aiutare noi musulmani a far capire che non c'è connessione alcuna tra Islam e terrorismo.
E questo può favorire il processo di integrazione almeno fino a che il governo non si deciderà ad agire in concreto su questo versante.
A tal proposito vorrei fare un appello al dottor Galzerano. Magari qualcuno tra quelli che mi legge può girargli il messaggio.
Io comprendo benissimo l'esigenza che un investigatore ha di usare un case study per illustrare un fenomeno criminale . Però la nostra casistica è molto recente.
Spesso ad esempio lui rispolvera le vicende che hanno visto il coinvolgimento di Barbara Farina per spiegare la nascita e l'evoluzione del fenomeno nel nostro Paese.
Io ho la speranza che anche le ragazze come Fatima possano essere recuperate. Però se gli si punta in continuazione il dito contro, soprattutto dal magazine della polizia di stato, allora il tutto verrà percepito come la solita persecuzione.
Il Galz magari riesce a trovare una via di mezzo che possa orientare anche i media.
Sarebbe un'altra goccia importante.

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