Le ultime notizie provenienti da fonti libanesi indicano la loro presenza tra la regione occidentale di Aleppo (dove sono state rapite il primo agosto) e il confine turco. La situazione è complicata nonostante gli appelli in arabo lanciati anche dall’imam di Firenze, ed è resa più complessa dai raid aerei in Iraq e in Siria. L’angoscia dei familiari delle ragazze è forte.
ilgiorno
Gli appelli non servono a niente.
Se veramente sono in mano a bande che trafficano in schiave, l'unico problema è trovare un intermediario giusto in Turchia o Siria.
Pare di aver capito dalle recenti audizioni in Copasir che l'intelligence ha forti dubbi che sia in vita un ostaggio tra i sei che ancora abbiamo in giro per il mondo.
Se padre Dall'Oglio è ancora vivo è di vitale importanza che il conflitto non venga portato ad un livello religioso.
Altrimenti rischiano veramente sia lui che le ragazze.
E' bene che il ministro dell'interno e tutta quella stampa spazzatura che si sta divertendo a costruire il mostro islamico, comprendano il concetto.
Sennò, in una maniera o in un'altra, è bene che glielo facciano comprendere i servizi.
Se l'Isis mette le mani su quegli ostaggi per sfruttarne l'impatto mediatico, è finita.
Dal fronte libico giunge notizia della liberazione dopo cinque mesi dell'Inglese David Bolam preside di una scuola che aveva preferito non lasciare il Paese nonostante il pericolo conclamato.
Jaish al Islam gli aveva fatto registrare un messaggio video con la richiesta al governo Inglese di adoperarsi per uno scambio di ostaggi.
Il foreign office si è detto felice della conclusione ma ha ribadito di non avere nulla a che fare con la liberazione perchè loro non scendono mai a patti in questo tipo di vicende.
La trattativa potrebbe essere stata condotta da qualche agenzia privata o da Paesi intermediari.
Non dovrebbe essere complicato liberare i nostri.
Nessun commento:
Posta un commento