
qualsiasi informazione utile, proveniente da un boss mafioso detenuto al 41bis, sarebbe stata consegnata direttamente al Sisde, e non ai magistrati, non all'autorità giudiziaria. Non per niente, negli atti si fa un esplicito e chiaro riferimento alla “esclusività e riservatezza”. Inoltre, gli agenti segreti avrebbero potuto muoversi liberamente all'interno delle carceri, avvicinare I detenuti, senza lasciare traccia del loro passaggio.
una lista di circa dieci mafiosi che si sarebbero detti “disponibili” a “fornire informazioni” in cambio di “un idoneo compenso da definire”. In parole semplici: pagati dallo Stato per collaborare con i servizi senza passare attraverso la magistratura.
E' tutt'altro che chiaro, d'altra parte, come abbia fatto un mafioso rinchiuso al 41bis a veicolare abilmente i discorsi di Riina, portandoli sempre su fatti di cronaca giudiziaria, rivelando, tra l'altro, la propria, anomala, conoscenza di informazioni in possesso esclusivo dei pm palermitani.
articolotre
“Temiamo” che la collaborazione tra amministrazione penitenziaria e Sisde “sia servita ad intercettare eventuali intenzioni di collaborazione dopo la ‘sfortunata’ vicenda di Giuffrè che raccontò i rapporti tra la politica e Cosa Nostra in Sicilia e non solo”.
“Pensiamo – ha spiegato – che sarebbe stato dovere dell’allora direttore del Dap e dei vertici del Sisde mettere al corrente anche l’autorità giudiziaria mentre nulla sia è saputo, è stata negata esistenza del protocollo ed è grave che questi detenuti siano stati gestiti e pagati nell’ignoranza totale da parte di tutti i magistrati che su di essi indagavano”.
ilfatto
Il caso di Reggio Calabria è un esempio tipico di ciò che avrebbe potuto coprire un qualsiasi presunto protocollo farfalla.
Una normale operazione di intelligence sulla quale molti poi specularono.
E le famigerate conoscenze di Lorusso in materia di servizi segreti non paiono così evidenti stando a quanto riportato finora dai media.
Millantare conoscenze nell'ambito dei servizi, specie il sisde, è un vecchio trucco usato da soggetti colpiti da accuse e condanne pesanti.
Sempre la Calabria fornisce un'ampia casistica che va dall'ergastolano al 41bis all'ex-poliziotto invischiato nel caso dell'omicidio Fortugno.
Di che tipo di informazioni parliamo e a cosa sarebbero servite ?
Quello è il nodo.
Tutto il resto è chiacchiera per far vendere i giornali e far parlare i politici .
Selezionare informazioni, analizzarle e valutarle è altro.
Stralci articolo da gazzettino di reggio luglio 2012
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