martedì 16 settembre 2014

A-tipico

Due le ipotesi sulle quali lavorano gli investigatori: la prima mette in relazione il delitto di Esposito con la scoperta, da parte della donna, di particolari relativi all'assassinio di Elisa Claps, la ragazza potentina scomparsa nel 1993, il cadavere della quale è stato trovato nel 2010 nel sottotetto di una chiesa, sempre a Potenza. La seconda ipotesi fa riferimento ad una possibile pista passionale.
repubblica

Mi era tornata in mente questa vicenda qualche giorno fa mentre leggevo di un presunto suicidio nel parmense.

Si trattava di un uomo trovato sul proprio letto con mani e piedi legati e un sacchetto al collo.
I resoconti giornalistici dicevano che data la mancanza di particolari indizi e di segni della presenza di altre persone, gli inquirenti erano orientati a classificarlo come suicidio atipico.
Ovviamente c'era ancora da esaminare per bene il corpo e farne l'autopsia.
E di sicuro avranno seguito tutte le piste possibili.

Però viviamo in un Paese in cui se sei solo e muori solo non conti niente.
Se sei un peso ti lasciano morire.
Mentre in Inghilterra stanno spendendo soldi ed energie per una indagine come quella su Jimi Saville che non servirà praticamente a nulla se non a dare un pò di conforto alle vittime, da noi si litiga per un'orsa solo dopo che è morta.
E' la cultura del nostro Paese che fa paura.
Una cultura che non cambia e alla quale nessuno può sfuggire.
Nemmeno un magistrato o la polizia.

Anche per la dottoressa Esposito si parlò di suicidio atipico per la posizione del nodo del laccio.
E nulla faceva pensare all'omicidio.
E' là che interviene la cultura, il nostro modo di pensare, la sensibilità.
Puoi essere il migliore investigatore del mondo ma se non hai la sensibilità di andare oltre non riuscirai mai a scoprire cosa c'è in una persona e nel suo mondo.
E ti limiterai ad etichettare una morte come suicidio atipico.

Spero che si arrivi alla verità.
E' un atto dovuto verso la vittima e il suo mondo.

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