Il metodo per sfuggire ai severi controlli, secondo i nostri 007 allertati dai colleghi di stanza in Europa, in Usa e dagli israeliani del Mossad , richiederebbe l'utilizzo di scatole di latte per neonati riempite con un composto di ammonio, zucchero in polvere, cloridrato di potassio e di zolfo. Infine sarebbe sufficiente un apparecchio elettronico (cellulare, Ipad, radio) che possa funzionare come detonatore per far saltare questa miscela esplosiva.
Ma c'è di più. Come ulteriore misura, infatti, i terroristi, sempre per cercare di sfuggire ai controlli, potrebbero trasportare i vari componenti della carica esplosiva suddividendoli tra loro, questo per cercare di passare inosservati ai varchi di sicurezza dotati di metal detector e di rilevatori di esplosivi, per riassemblarli una volta a bordo dell'aereo scelto come obiettivo. Una eventualità che se attuata, all'interno di un aereo pressurizzato che vola a diecimila metri di quota, provocherebbe una esplosione con conseguenze devastanti. il tempo
Questo allarme fu dato circa dieci anni fa a seguito di informative provenienti dalle intelligence britannica e americana.
Forse si tratta di un errore di comunicazione tra il giornalista e le sue fonti oppure c'è stata confusione con qualche vecchio documento.
Ormai la nuova frontiera del bomb making è il trasporto attraverso un solo soggetto e il detonatore di tipo non metallico.
Ibrahim al Asiri è la mente dietro gli esplosivi liquidi che possono essere dispersi sui vestiti e nelle cavità corporee per poi essere attivati.
Impossibile rilevare la presenza di PETN con le apparecchiature di cui dispongono al momento gli aeroporti.
Difficile dire se la notizia data qualche mese fa del passaggio di al Asiri da al qaeda all'Isis sia vera, però a questo punto è ininfluente.
Il saudita è sempre impegnato nel diffondere le proprie conoscenze tra i suoi seguaci.
Inoltre l'innalzamento delle tensioni legate all'Isis va di pari passo con la competizione tra questa formazione ed al qaeda.
Quindi in ogni caso il pericolo è in agguato e bisogna tenere alta l'allerta.
Lo chiamavo ieri ed è arrivato :
Da qui la sensazione dell’accerchiamento, covato negli ultimi otto anni, nonostante i ripetuti e dettagliati report dei Servizi rimasti inascoltati soprattutto in Europa, e l’urgenza di una reazione militare e di intelligence di vasta portata in grado di condurci fuori da quell’isolamento che ha consentito all’Isis di proliferare facendo sventolare la sua bandiera nera persino in alcune zone periferiche di capitali europee divenute ora per i jihadisti un obiettivo da colpire.
pio pompa
Non è male come analisi ma carente nei punti in cui un analista o ex dei servizi non può esprimersi.
Alla fine anche il nostro compaesano appassionato di montagna cade nella trappola della difesa a oltranza del lavoro dei servizi di intelligence.
Quello che Pompa non dice è che l'errore di sottovalutazione fatto un pò da tutti credo anche da lui, sta nel non aver considerato che la costola di al qaeda aveva ed ha tuttora ambizioni territoriali.
Quindi il problema non è tanto il non averne capito le potenzialità, quanto le modalità di sviluppo.
In fondo i gruppi terroristici finchè sono sparsi per il mondo ad alimentare conflitti regionali così come lo è al qaeda nelle sue varie divisioni, fanno comodo a tutti quei governi che si dicono impegnati nella lotta al terrorismo e che poi invece finiscono per finanziarli.
Gli fa gioco come ha ammesso candidamente Hillary Clinton nell'intervista rilasciata all'Atlantic giorni addietro.
L'America assieme a Sauditi, Giordani ed altri ha tentato di compattare una specie di opposizione che conteneva anche gruppi terroristici, per contrastare Assad.
Ha fallito e il risultato è stato l'Isis che non si accontenta di mettere a ferro e fuoco una regione o un'area come accade in Afghanistan e Yemen.
Vuole un proprio stato ed una propria legittimità e li vuole a tutti i costi.
Si sta delineando in queste settimane sui media il quadro che dovrebbe rispecchiare la situazione all'interno dei servizi segreti passati e presenti.
Sulle pubblicazioni berlusconiane e quindi lettiane trovano spazio Pollari e quelli che ne costituivano il gruppo di fedelissimi e che insiste con le vecchie tattiche della diffusione del panico.
Su Repubblica e altre giornali di famiglia il megafono è offerto a quella parte di intelligence che forse contrastava questa visione e vorrebbe liberarsi di vecchi schemi e personaggi.
L'attacco a Mancini sull'huffington ne è un pò il simbolo.
Su il messaggero troviamo invece analisi più dettagliate e oneste tese a dar voce a quella parte di servizi che soffre la dipendenza da un governo poco competente che ne compromette lavoro e immagine.
Sarà interessante vedere se tutto ciò porterà a qualche cambiamento concreto.
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