venerdì 1 agosto 2014

Popolo di poeti e pagatori





Gli Americani con un bel reportage del Nytimes corredato da cifre, testimonianze e rivelazioni anonime di diplomatici ed ex agenti dell'anti-terrorismo, tornano all'attacco sulla questione dei riscatti che noi Europei paghiamo quando i nostri connazionali vengono rapiti da nuclei di al Qaeda.
Il servizio ha ovviamente fatto notizia in tutto il mondo.
Che era forse quello che si voleva : rinfacciarci debolezze ed inettitudine.
Anche questo fa parte della campagna mediatica del governo degli stati uniti al quale bisognerebbe ricordare che al qaeda e le sue malefatte sono il risultato di certe politiche.
Quindi forse noi alla fine ne usciamo a testa alta.

E' però indubbiamente impressionante notare come e quanto si sia evoluto quello che è diventato un business.
Da sparuti ladroni a vere e proprie squadre organizzate con tanto di telefoni satellitari, gruppi a cui vendono l'appalto del rapimento e mediatori che guadagnano il 10% del totale, oggi i terroristi del Maghreb e di altre regioni a rischio puntano sull'ostaggio per ottenere cifre stratosferiche, ben sapendo che prima o poi i nostri governi pagheranno.
La Gran Bretagna e l'America si sottraggono a questo gioco e pagano un prezzo molto alto perchè i loro ostaggi raramente vengono ritrovati in vita.
Difficile anche organizzare un salvataggio nonostante la sproporzione a nostro favore per quel che riguarda le forze in campo.

E' questione di scelte e di cultura.
Il rambismo anglosassone non ci appartiene e d'altra parte noi non abbiamo combinato tanti guai come loro .
Non abbiamo distrutto Paesi, non tanti quanto loro, e non abbiamo a nostra disposizione governi fantoccio, non più almeno.
Quindi forse è meglio continuare a pagare e salvare vite mettendone in pericolo altre in attesa che qualcuno rimpiazzi l'America alla guida dei destini del mondo.

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