«Questa potrebbe essere l’occasione per svolgere alcuni tipi di servizi che attualmente risultano essere particolarmente gravosi finanziariamente per la nostra Amministrazione, con un costo altamente ridotto – osserva Urso – proviamo ad ipotizzare la differenza di costo tra il far alzare in volo un elicottero con tre persone a bordo e il far decollare un drone. Penso che la risposta sia scontata».
poliziamoderna
Quello nella foto è un drone costruito da una ditta Africana, in grado di sparare simultaneamente 20 capsule al secondo ripiene di capsicum (il peperoncino dello spray) su di una folla riunita per protestare o su tifosi allo stadio.
Nel corso degli scontri tra polizia e manifestanti a Taksim square in Turchia, un poliziotto si vide improvvisamente sovrastato da un drone che non gli permetteva di lavorare.
Spazientito e impossibilitato a rintracciare il pilota, ha cominciato a sparare e lo ha abbattuto.
Si tratta ovviamente di casi limite che però devono spingerci a riflettere sull’uso che la nostra polizia potrebbe e vorrebbe fare di questo mezzo.
E’ vero che il costo di un drone predisposto per la videosorveglianza è molto basso rispetto a quello di un elicottero.
E’ anche vero però che se vogliamo sfruttarlo per obiettivi più ambiziosi che vadano al di là del semplice monitoraggio di un’area a rischio come uno stadio o un quartiere ad elevato tasso di criminalità, allora bisogna affidarsi alla tecnologia e i costi lievitano.
Il drone può essere usato non solo per rilevare immagini ma anche per analizzarle e realizzare mappature in tempo reale.
Tornerebbe utile specie di notte.
A quel punto però c’è bisogno di sensori particolari come quelli che sta sperimentando la polizia di New York, in grado di riscontrare rumori da arma da fuoco.
Una volta individuata una sparatoria in corso, l’operatore può inviare agenti sul posto.
Ma che accade se nel frattempo rimane un morto sul campo e gli sparatori scappano ?
Le immagini non corredate dalla testimonianza di un poliziotto in carne ed ossa, saranno sufficienti in un’aula giudiziaria ?
Il quadro delle norme che regolano l’utilizzo preventivo dei droni e la successiva utilizzazione del materiale raccolto, costituiscono uno snodo fondamentale in materia.
Non appena ricevuto il fondo per l’acquisto di due droni, la polizia di Seattle lo ha dovuto restituire a causa delle proteste che montarono da parte della popolazione locale.
E a Compton, ridente cittadina della contea di Los Angeles, la gente non ha gradito il piano attuato dallo sceriffo.
In seguito ad una lunga serie di furti perpetrati ai danni di signore dal cui collo venivano strappate catenine mentre camminavano per strada, la polizia locale ha avuto la brillante idea di affidare ad una ditta specializzata, la sperimentazione di un programma di sorveglianza di massa attraverso droni.
La popolazione ha saputo di essere stata spiata per settimane a sperimentazione terminata.
Ovviamente i droni con le loro telecamere non possono entrare nelle nostre camere da letto, ma la percezione del cittadino è quella.
Da un lato ci si sente spiati e dall’altro si ha l’impressione di vivere in uno stato di polizia, con le forze dell’ordine e gli agenti dei servizi segreti che a loro volta potrebbero atteggiarsi a piccoli Rambo.
In America si parla di polizia militarizzata.
Non ultimo è il problema della sicurezza ed affidabilità di queste macchine.
Il loro livello di sviluppo è decisamente elevato, ma negli ultimi anni si sono verificati numerosi incidenti a carico di droni usati sia per scopi civili che militari.
Il che lascia pensare che c'è ancora molto da studiare.
Tutto questo discorso non è fatto per scoraggiare l’uso di una risorsa preziosa.
Ma per incoraggiarne un utilizzo pianificato e non sull’onda dell’emotività come è accaduto per le videocamere approvate di recente.
Travel by drone
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