Grazie alla battaglia delle associazioni per i diritti civili e di parte della stampa Americana, è stato finalmente squarciato il velo di omertà che circondava la morte di Anwar al Awlaki.
Il dipartimento di giustizia Americano ha reso pubblico parte di un documento che fornisce spiegazioni circa le basi legali che hanno portato il presidente Barack Obama ad autorizzare l’uccisione del presunto terrorista senza concedergli un processo.
Il memorandum di per se non chiarisce fino in fondo se ci siano effettivamente delle linee guida che l’amministrazione segue quando si verificano casi del genere, così come non sappiamo nulla a proposito dei programmi messi a punto per realizzare le rendition.
Obama e la Cia continuano ad opporre strenua resistenza nel rendere pubblici i dettagli di quelli che potrebbero essere strutture e procedure del tutto illegali.
Però la declassificazione di questo primo documento potrebbe aprire le porte alla trasparenza e alla verità.
Anwar al Awlaki era un cittadino Americano di origini yemenite conosciuto da Cia ed Fbi in quanto ispiratore di atti terroristici.
Come ricorda spesso nei suoi interventi anche il nostro Galzerano, al Awlaki ha costituito un'evoluzione nella storia del jihadismo.
Ha compreso quanto fosse importante l’uso della tecnologia per propagandare la sua ideologia.
Se Bin Laden non andava oltre i discorsi teletrasmessi e fatti circolare sui forum, al Awlaki elaborava e diffondeva le sue teorie attraverso internet ed era in contatto continuo con i propri seguaci.
Trascorsa l’infanzia in Yemen si era trasferito in America con la famiglia ed aveva completato gli studi in ingegneria civile.
Dopo essere stato alla guida di alcune comunità americane come imam, se ne andò in Inghilterra e da lì iniziò a viaggiare in medio oriente.
Alla fine tornò in Yemen dove rimase ucciso assieme al figlio sedicenne in seguito ad un bombardamento.
Un investigatore americano disse di lui :
al Awlaki raccoglie in se gli elementi di due culture, quella Araba ed Americana e sa come andare al cuore della gente.
E’ questo il vantaggio che ha su di noi. Conosce benissimo il nostro mondo.
Noi non possiamo dire la stessa cosa del suo.
Quello che a molti sfugge è che al Awlaki inizialmente praticava quello che in un’accezione moderna si è soliti definire come la versione moderata dell’Islam.
Nei suoi scritti o nei suoi discorsi tuttora reperibili su internet, traspare il vero spirito dell’Islam che non è antitetico ai principi e allo stile di vita Occidentale.
Con l’inasprimento del conflitto Afghano al Awlaki ebbe un cambiamento improvviso ed iniziò a tuonare contro le ingiustizie e le atrocità commesse dall’America.
Di pari passo cambiò anche il suo orientamento religioso.
Questo rappresenta spesso il punto di svolta per molti Musulmani che vivono in Occidente, per lo più convertiti.
Si crea una spaccatura tra la cultura di appartenenza e la propria identità religiosa.
Cosa che è contraria agli stessi principi ispiratori dell’Islam, fede universale nel tempo e nello spazio.
Il memorandum illustra in linea di massima quello che si sapeva già.
Che cioè ad un cittadino Americano viene a mancare il supporto del quarto e quinto emendamento, quando questo si trova all’estero e combatte in una guerra contro gli Stati Uniti.
Inoltre è specificato che non c’era spazio di manovra per tentare la cattura di al Awlaki.
Per il resto non è dato conoscere altri dettagli.
Non sappiamo se le accuse formulate in merito al fatto che stesse preparando attacchi contro cittadini americani fossero sostanziate e se veramente avesse ispirato in maniera concreta due degli attentatori delle torri gemelle.
A fronte di quel poco che possiamo intuire, Obama attualmente ha un potere enorme in America e fuori.
Qualsiasi Americano sospettato di attività contro il governo, potrebbe essere ucciso senza nemmeno bisogno che il congresso autorizzi il presidente.
Questo ragionamento legittima anche l’esistenza di al qaeda o di altre organizzazioni terroristiche.
Non vi è più necessità che ci sia una guerra dichiarata tra due Paesi.
Basta che un gruppo di persone vada contro gli interessi dell’America.
Sono ovviamente tutte ipotesi realizzate in mancanza del quadro normativo completo, ammesso che ve ne sia uno.
Ma è importante riflettere sul fatto che per quanti trattati vi siano tra i Paesi nel mondo e nonostante l’esistenza di organismi a cui ciascuno di essi aderisce, alla fine ognuno potrebbe fare quello che vuole a dispetto delle leggi internazionali.
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