Noto che ancora qualcuno ha la bontà di leggere il blog in relazione ad alcuni post sul processo al dott. Pisani.
Uno dei capitoli che attrae maggiormente l'attenzione è quello sulla relazione di servizio che riguardava una presunta intenzione di Giuseppe Misso alla fine del 2005, di collaborare.
Intenzione negata poi dal Misso, che non fu risentito a proposito.
I miei commenti dal tono decisamente scettico,sulle fasi concitate del processo, durante le quali la difesa Pisani tirò fuori la relazione di servizio all'improvviso, vanno inquadrati in quello che erano il clima e i protagonisti in quella fase del dibattimento.
E soprattutto considerando che prima di seguire questo processo le mie conoscenze su camorra e camorristi erano limitate a Marco Medda e Raffaele Cutolo.
Le parole dei pentiti che occuparono la prima fase del processo, pur essendo necessarie per circoscrivere scenari e rapporti tra i personaggi dell'inchiesta, costituivano racconti molto lunghi e difficilmente verificabili.
Avevano fornito di certo lo spunto per le indagini, ma non credo avessero un valore di rilievo ai fini di una incriminazione.
Quindi da spettatrice inesperta, mi lasciai influenzare da queste storie, a tratti anche suggestive, e ovviamente non potevo che rilevare forti incongruenze.
Quando poi furono sentiti investigatori e magistrati, che introdussero circostanze precise, date, riferimenti normativi e documentazione, la musica cambiò.
Un pentito, uno cioè che nella sua vita precedente aveva organizzato traffici illeciti e addirittura ammazzato, che ne poteva sapere del perchè la squadra mobile un giorno indagava su un clan e un altro giorno andava in altre direzioni?
Queste sono considerazioni che possono essere lasciate solo a chi ha lavorato con quegli uomini o li ha coordinati.
Saltò fuori nel corso della testimonianza del Giuliano confidente di Pisani, che c'erano rapporti tra lui e i Potenza.
Non fu detto, ma ciò poteva far pensare, che Pisani sapesse molto di più di Potenza di quanto asserisse.
Poteva far pensare, ma non ve n'è prova.
La corte nel dispositivo della sentenza, manifesta qualche dubbio sul perchè Pisani si sia adoperato così tanto nel caso dei fuochi e del passaporto.
Mi si consenta di dire, con tutto l'affetto per gli amici napoletani, che da fuori, ovvero guardando in tivvù il salotto di Fazio con gli onnipresenti magistrati e scrittori, o seguendo i casi del dott. Cisterna e del colonnello Grazioli in Calabria, pare difficile pensare che andando nelle terre da napoli in giù, si possa trovare qualcuno al di fuori di ogni sospetto.
Quindi chi vive da quelle parti, anche uno sbirro onesto, deve per forza s(in)contrarsi con certi personaggi.
E Bruno Potenza pur appartenendo ad una famiglia nota per attività poco legali, aveva un ristorante frequentato da tutti.
Forse a Pisani si può rimproverare un pò di ingenuità.
In una delle ultime audizioni della commissione antimafia alle quali partecipò il prefetto De Gennaro, il buon Giovanni vecchia volpe ma sul quale nulla si può dire in tema di lotta alla mafia, dichiarò (vado a memoria, comunque la registrazione è disponibile su radio radicale), di conoscere solo di fama don Vito Ciancimino, ma di non averlo mai incontrato.
Gli amici palermitani mi dissero che era cosa difficile da credere, perchè uno nella posizione di De Gennaro doveva per forza averlo incontrato a qualche cerimonia.
Io credo che tutti noi alla fine ragioniamo con gli schemi del cittadino ordinario.
Lo sbirro deve fare altri calcoli.
Probabilmente De Gennaro ha accuratamente evitato di incontrarlo, sapendo che ciò avrebbe potuto procurargli guai.
Con le dovute differenze tra scenari e caratura dei personaggi, Pisani è stato leggero.
Non dimentichiamo che per l'età che ha, lo si è caricato o lo hanno caricato, di responsabilità forse troppo grandi.
Dagli stralci di intercettazioni nella macchina di Iorio e negli uffici della diccì service, appare chiaro però che il coinvolgimento di Pisani con Potenza e altri, non c'era affatto.
Lo si nomina solo quando si viene a sapere che è stato chiamato a chiarire i suoi rapporti con Potenza : lo conosco ma non lo conosco.
E' probabilmente questa la ragione per cui Pisani non fu mai messo sotto intercettazione.
Il suo nome non spuntava da nessuna parte e nulla, a quanto è dato sapere, venne fuori dalle intercettazioni sui suoi uomini.
Mettergli il telefono sotto controllo era un gioco da ragazzi.
Gli amici della postale mi insegnano che nessuno può accorgersi di essere intercettato.
Ma a quel punto, a che pro farlo?
E a proposito di coinvolgimenti, un'ultima considerazione sulle note inviate al procuratore.
Se lo chiedeva Pisani e ci siamo un pò tutti interrogati sul fatto che nessuno gli abbia mai chiesto chiarimenti su quelle note esplicative.
La spiegazione ce l'ha fornita direttamente il dott. Amato in fase di requisitoria, quando ha parlato di quanto abbia arzigogolato Pisani per scriverle, e di quanto tempo abbiano impiegato gli inquirenti per capire che c'era qualcosa sotto.
Probabilmente c'è voluto molto tempo e probabilmente la questione è tutta soggetta ad interpretazioni.
Quella della corte è stata favorevole a Pisani.
La procura ha forzato in altre direzioni.
L'unica presenza di Pisani nelle intercettazioni, è quel "Vittorio ha detto di mettere a posto le carte" pronunciato da Marco Iorio nel corso di una conversazione con la moglie.
Impegnati a cercare di capire se quella fosse prova di colpevolezza, rivelazione di segreto o meno, nessuno ha osservato quanto strana fosse quella frasetta.
Un Pisani complice avrebbe dovuto dire : metti a posto le carte che io ho dato una sistemata agli esposti.
Oppure "metti a posto le carte che io non ho potuto fare granchè con gli esposti".
Se Iorio, come sarebbe ragionevole ipotizzare, fosse andato per primo a riferire a Pisani sulle conoscenze acquisite in merito per poi chiedergli consiglio, a quel punto il poliziotto, che aveva ormai compreso di essere nel mezzo di un ciclone, avrebbe riferito ai suoi superiori o magari fatto una nota alla procura, come accadde nel caso della controversa vicenda Cagnazzo.
Un modo per dire : guardate che state facendo confusione e mandate fuori notizie che al momento non dovrebbero essere pubbliche.
Forse quella frasetta fu tirata fuori da Iorio semplicemente per rassicurare la moglie.
Pisani oltre che d'ingenuità, peccò di sfiga.
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