sabato 5 ottobre 2013

Il complotto

L’inchiesta Megaride come complotto contro Vittorio Pisani è un mito credo, sorto nella Napoli chiacchierona.
Si è sviluppato ovviamente sui giornali, che hanno ripreso probabilmente racconti in Questura e procura.
Non penso che qualcuno degli imputati abbia mai pensato di risolvere i propri problemi processuali, mettendo in giro la storia del complotto.

Però una come me, che torna dopo sei anni di permanenza all’estero, apre il giornale, e legge che un tizio, osannato da tutti, ministri, procuratori e dirigenti di polizia, come uno dei migliori poliziotti d’Italia, da un giorno all’altro e dopo più di dieci anni di lavoro a Napoli, anni in cui ha ripulito la città dai criminali, è diventato improvvisamente criminale lui stesso, si chiede almeno cosa ci sia sotto.
E sotto poi non c’era granchè, giusto storie di rivalità , veleni e frustrazioni.
Quando poi ho letto la storiella dei servizi segreti, sicuramente ispirata da qualcuno che aveva interesse a sviare l'attenzione, mi sono fatta anche una gran risata, perché da blogger che si occupa di sicurezza, io mangio pane e servizi tutti i giorni.
Posso ipotizzare che un personaggio del calibro di Pisani sia un referente importante per i servizi segreti, ma il resto era ovviamente una bufala.
Così come sarà sicuramente un’esagerazione, la teoria del Pisani punito per la questione della scorta a Saviano.
Uno che non ha competenze specifiche, non può essere causa di una vendetta premeditata di così grande portata.
L’immagine bucolica del prode colonnello Cagnazzo, che i giornali definiscono una sorta di cocco o eroe della procura, che quasi zompa addosso a Iorio, il giorno prima dell’interrogatorio, anch’essa genera un po’ di sconcerto, in chi segue gli eventi da lontano.

Quello che rilevo è che l’inchiesta, senza conoscere le carte, ma basandomi su articoli di giornale, quelli pre-processo, visto che i giornalisti napoletani sono letteralmente spariti durante il dibattimento, e basandomi anche sull’ascolto delle udienze, ha poche certezze.
E soprattutto non ci sono possibili complici.
Questo Pisani, bravissimo investigatore, metodico e calcolatore, ormai in due anni, credo di avergli fatto un profiling abbastanza azzeccato, di certo sarebbe in grado di architettare qualcosa di diabolico, ma avrebbe bisogno di qualche complice tra i suoi colleghi o superiori.

Quindi uno, per forza di cose si getta anche, nel mare magnum delle teorie complottiste.
Dopotutto, l’intervista di Pisani, presumibilmente rilasciata ad hoc per pararsi le spalle, che diventa addirittura oggetto della richiesta di rinvio a giudizio, è essa stessa uno straordinario indice di quell'atmosfera di mistero che circonda questa vicenda.
Insomma questo processo è stato certamente interessante, però a tratti ambiguo, almeno agli occhi di un’ignorante in materia giudiziaria.
Poi torno nel dettaglio sulla requisitoria.

Saluto comunque con stima e simpatia il dott. Amato.
Da persona intelligente, trae spunto anche dalle critica costruttiva di chi non ha competenza nè legittimità.
Magari un giorno ci andiamo a mangiare una pizza, in un ristorante dove non ci siano sospetti di riciclaggio.
Lascio a lui la scelta.



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