«Forse siamo un popolo diverso da quello di altri paesi - ha detto in un'affollata conferenza stampa la primatista mondiale dell'asta - ma abbiamo le nostre leggi e vogliamo che gli altri le rispettino, perchè noi all'estero lo facciamo. Ci consideriamo gente normale, viviamo ragazzi con le donne, e le ragazze con gli uomini. Questo deriva dalla storia».
ilmessaggero
Secondo le agenzie di stampa Russe in lingua Inglese, avrebbe detto "tradizionale", che credo sia una rivendicazione legittima.
Si badi bene che la Russia è una federazione composta da stati talmente diversi tra loro per religioni e tradizioni, che nonostante gli attriti, si è compattata su questa legge.
E non parliamo di una norma omofoba o anti-gay, come molti vogliono far credere.
E' contro la propaganda di uno stile di vita.
C'è una grande differenza, tra esibire o propagandare, e chiedere i propri diritti.
Scriveva Vittorio Feltri qualche giorno fa, in un raro momento di relax dalle cause berlusconiane, che invece delle leggi contro l'omofobia, dovremmo prenderci un attimo di tempo per riflettere su questioni di etica e morale, e cercare di abituarci all'idea dell'omosessualità.
Credo che abbia espresso un pensiero molto saggio.
Detto con il massimo rispetto e la tolleranza che si deve a ciascuno in questo Paese, secondo quella che è la nostra cultura nonchè le leggi vigenti, non è normale che due donne o due uomini si innamorino, si sposino, adottino figli e la intendano come famiglia.
La famiglia, appunto tradizionale, è tra uomo e donna, e così anche le relazioni, incluse quelle che non contemplano un legame matrimoniale.
Di leggi in questo Paese ce ne sono anche troppe ed inefficaci.
Manca la cultura del rispetto della diversità, e quella non la si puo' introdurre con un decreto legge.
Ieri sera Gianluca Nicoletti, l'estate è l'unico momento in cui si possono ascoltare cose pregevoli in televisione, narrava la sua esperienza di padre con un figlio autistico.
E' stato un racconto a tratti duro ma anche molto bello, che ha introdotto il telespettatore medio in un mondo sconosciuto ma reale, fatto di famiglie che sono giornalmente in lotta con la burocrazia e anche con la diffidenza, per fare avere ai loro figli, una vita che possa almeno sembrare "normale".
E diceva come, nel nostro Paese, manca appunto la cultura della diversità, il sapere apprezzarla come fonte di conoscenza ed arricchimento.
Pero' per apprezzare i lati positivi della diversità, bisogna che la cultura di una società si evolva, il che puo' richiedere anche decenni.
I gay e le lesbiche devono darci tempo, non per considerarli "normali", perchè non mi pare che il loro stile di vita prevalga o faccia senso, almeno al momento, ma affinchè ci convinciamo che la loro diversità possa essere anche una risorsa per la nostra società.
Devono chiedere, o meglio esigere, i loro diritti, non in quanto categoria speciale, ma come cittadini o residenti Italiani.
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