Udienza Megaride 11 Giugno 2013
Sembra il titolo di un film di Totò, ma è cosa ben più seria.
La testimonianza resa ieri dal maggiore D'Aloia, relativa alle indagini svolte dai carabinieri di Napoli, nel periodo che va dal Maggio 2010 fino all'inizio del 2012, su Antonio Lo Russo, figlio di Salvatore, ha messo in evidenza come, quella che sembrava essere una dichiarazione un po' tracotante di Vittorio Pisani, su chi effettivamente abbia investigato di più nei confronti del clan Lo Russo, era in realtà null'altro che un dato di fatto.
In fondo i carabinieri hanno eseguito il compito loro assegnato, e se, sottolineo se, sono andati più vicini di tutti, alla cattura del figlio del Lo Russo, lo devono ad una botta di fortuna postuma.
Ovviamente dico ciò con tutto il rispetto che si deve loro.
Purtroppo il maggiore, come tutti gli investigatori di rango che hanno all'attivo un bagaglio di esperienza carico di dati, e che sono saliti sul palcoscenico del Megaride, ha fatto un po' di confusione sulle date e sulle modalità operative dell'investigazione.
Pare di aver compreso comunque, che in seguito ad attività di intercettazione svolta nella seconda parte del 2011, a carico di un affiliato del clan, sia emerso che questi si fosse incontrato con Antonio Lo Russo a metà Giugno del 2011 (o 2010).
Non vi è un dato certo a riguardo, perchè la circostanza è emersa nel corso di una conversazione con una donna, in cui l'affiliato faceva capire di aver incontrato una personalità di spicco del clan che avrebbe impartito ordini.
Successivamente una perquisizione a carico della moglie del Lo Russo, ha evidenziato il ritrovamento di monete Polacche nel portafoglio di questa.
A detta del maggiore, che ha parlato di comportamenti tipici della persona che sfugge (cambi di numeri di telefono e di mezzi di trasporto), i dati raccolti facevano intuire che l'affiliato si fosse incontrato con Antonio Lo Russo.
Poi pero' lo stesso ha tenuto a precisare che la loro attività tecnica era limitata al territorio nazionale.
Cio' lascia intuire che i passaggi esteri di cui ha parlato (volo per Repubblica Ceca) siano stati accertati in seguito.
A questo punto ci metto anche del mio, affermando che nel corso del 2012, sul blog spesso c'erano dei contatti da indirizzi IP della Polonia, di persone alla ricerca di notizie su membri della famiglia Potenza.
Chissà se era Antonio Lo Russo,
Coincidenza sfortunata vuole, che non vi sia alcuna relazione di servizio in merito a questa indagine.
Abbiamo visto come le relazioni di servizio del Pisani, passate ai raggi x da inquirenti e lettori di giornali, si siano rivelate di enorme utilità per comprendere passaggi che ai non addetti ai lavori, risultano estremamente nebulosi.
Sarebbe stato vantaggioso, fare lo stesso, per le indagini dei carabinieri.
Sarà interessante ascoltare la requisitoria del pubblico ministero tra un paio di settimane.
Credo che a questo punto, abbia bisogno di modificare in parte l'impostazione dell'inchiesta, per rendere più incisive e redditizie le sue tesi.
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