mercoledì 22 maggio 2013

Più choco che choc

Ha raccontato ai pubblici ministeri, nel corso di un interrogatorio del 18 febbraio scorso, di non aver rivelato tutto ciò che scrive il dirigente della polizia nelle relazioni di servizio che ha depositato al dibattimento. «Molte di quelle informazioni sono false. Io non ho mai detto quelle cose a Pisani». Sono circa una decina “i no” del pentito.
Lo Russo choc: «Le relazioni di Vittorio Pisani sono false» | Roma online


Arduo valutare la portata delle dichiarazioni del Lo Russo, senza avere a disposizione il verbale .
Però conosciamo il personaggio e l’atteggiamento tenuto nel corso dell’inchiesta, quindi non è difficile immaginare come, il contenuto delle relazioni, lo metta innanzitutto in difficoltà nei confronti del resto del clan e di altri camorristi .
Il Lo Russo ci ha abituati nel corso degli anni, ad atteggiamenti ambivalenti, volti a spiazzare l’avversario di turno, che nella fattispecie poteva essere anche un suo alleato .
Tutto quello che lui ha dichiarato nel corso degli interrogatori successivi al pentimento, che sono diventati di pubblico dominio molto prima dell’inizio del processo, non solo ha valenza per ciò che riguarda la posizione di Pisani, ma si ripercuote sicuramente sui rapporti interni al clan .
Se una cosa c’è che ho imparato da questo processo, è che un camorrista non cessa di essere tale, nemmeno quando si pente .
Rimane sempre imbrigliato in certe dinamiche , al centro degli eventi che coinvolgono i suoi ex alleati o avversari .
Aver dato determinate notizie a Pisani, di certo non è passato inosservato .

Un altro elemento che può aver portato Lo Russo a fare certe dichiarazioni, è la consapevolezza che l’impianto accusatorio costruito attorno alla sua testimonianza, è ormai crollato .
Ed è stata la stessa procura, che a fine Marzo, quindi un mese dopo quell’interrogatorio in carcere, ha ritirato le accuse relative alle dazioni di denaro .
L’ex camorrista, per parafrasare Ilda la rossa, con la furbizia tipica dello scugnizzo cresciuto in ambienti malavitosi, ha ben capito il valore di quelle relazioni .
Stabilirne la veridicità, significa non solo ribadire la colpevolezza di Pisani, ma la sua abilità, a tenere all’oscuro di tutto, la sua squadra e i superiori .
Non essendo gli investigatori riusciti a trovare, alcuna prova di complicità, contro un qualsiasi collaboratore del poliziotto Calabrese, ed essendo stati gli incontri, solo tra lui e Pisani, va da se che l’ex dirigente della mobile, può aver benissimo tratto in inganno tutti, sul contenuto dei colloqui .
Chiunque può affermare senza tema di essere smentito, che Pisani ha omesso o aggiunto particolari, su quanto ascoltato .
Ma se il disegno criminoso era favorire Lo Russo nella sua scalata ai vertici del clan, e guadagnare encomi, promozioni e premi in danaro per se stesso, a che pro cambiare la versione delle rivelazioni ottenute? Avevano un obiettivo comune, da realizzare proprio attraverso quegli scambi di informazioni .
Detto in parole povere :
a che ti serve un narratore, se la storia alla fine te la costruisci tu ?

Io credo che anche la procura sia stanca di queste chiacchiere e giri di parole .
Bisogna cominciare a ragionare sui fatti .
E’ molto semplice comprendere chi dice la verità e chi mente .
Basta confrontare il contenuto delle relazioni e la versione di Lo Russo , con i risultati investigativi .
Può anche essere che il dirigente, per arrivare a fare una valutazione complessiva, di quanto riferito dal confidente, abbia dovuto intrecciare altri resoconti provenienti da altri informatori .
Di lì l'apparente eccesso di notizie .
Ovviamente c’è bisogno del contributo di Pisani, perché abbiamo già visto come il pentito scambi normali soluzioni tecniche (ad esempio la suddivisione delle indagini tra polizia e carabinieri, diretta dalla magistratura) per favoritismi del poliziotto .
A questo punto è necessario un confronto diretto tra Pisani e Lo Russo, oltre che una nuova disamina del testimone .
Se le procedure lo consentono, è ora di farlo .
Si deve verificare anche la posizione del Misso per quel che riguarda la relazione che lo tira in ballo .

Questo processo è diviso in due : dalla parte le chiacchiere dei pentiti, e dall’altra i fatti di poliziotti e magistrati .
Una riunificazione forse ci porterebbe finalmente un briciolo di verità .

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