martedì 2 ottobre 2012

Tweet by beat

La polizia di Seattle ha avuto questa fantastica idea, di creare dei feeds su Twitter, relativi ad episodi criminosi, in svolgimento nelle varie zone della citta' .
Secondo il capo della polizia locale, essere informati di quanto sta accadendo nel proprio quartiere, risultera' utile ai cittadini .
Ovviamente ogni singola informazione verra' data con almeno un'ora di ritardo, per non compromettere le indagini in corso .

Io credo che quando parliamo di modelli di sicurezza, e mi spiace contraddire il mio mito sottosegretario, che leggenda vuole, essere un fan sfegatatato dell'FBI e della CIA, bisogna tener conto delle realta' alle quali questi sono riferiti .
Quindi se questo Tweet, servira' al cittadino medio di Seattle, ben venga .
Pero' in un contesto diverso, come quello Italiano, genererebbe soltanto confusione e panico , e la stessa attivita' di polizia ne risentirebbe .
C'e' da augurarsi inoltre, che tale esperimento poi, non diventi l'anticamera della denuncia via social network .

Tornerebbe utile invece, come fatto dalla polizia di Seattle, avere una pubblica mappatura del crimine locale e nazionale, di facile lettura, e disponibile sui siti web delle forze dell'ordine .
Pochi cittadini vanno a leggersi i reports semestrali e annuali, o i resoconti nelle apposite commissioni parlamentari .
E' interessante notare, come l'ufficio preposto alla denuncia di condotte poco ortodosse da parte dei poliziotti, sia diretto da un civile, cioe' da un cittadino che non proviene da ambienti di polizia .
Il direttore esamina i dati, li filtra e fa le sue valutazioni, consegnando poi il tutto al capo della polizia .
E' un passaggio all'apparenza insignificante, che pero' a mio parere serve a garantire trasparenza e correttezza delle operazioni .
In un Paese come il nostro, dove poliziotti indagano su altri poliziotti, spesso causando errori giudiziari, e' una pratica da prendere in considerazione .

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